20/12/2010

PENSIONAMENTI ANTECEDENTI IL 1/1/1995
Perequazione automatica dell'indennitą integrativa speciale

I pensionati del pubblico impiego cessati dall'entrata in vigore del D.L. n. 17 del 29/1/83, convertito con modificazioni nella Legge n. 78 del 25/3/83, fino al 31/12/1994 hanno ricevuto l'indennitą integrativa in 40/mi in funzione dell'anzianitą di servizio.
Per tutti questi pensionati, al compimento dei 65 anni, la perequazione automatica avrebbe dovuto essere corrisposta con  riferimento all'IIS intera e non a quella ricevuta all'atto della cessazione e rapportata all'anzianitą pensionistica. 
Infatti tra l'altro si diceva:
Le variazioni dell'indennitą integrativa speciale sono attribuite per l'intero importo dalla data del raggiungimento dell'etą di pensionamento da parte del titolare della pensione, ovvero dalla data di decorrenza della pensione di riversibilitą a favore dei superstiti.
L'INPDAP ha sempre respinto le richieste dei pensionati per ottenere la perequazione sull'intera IIS, giustificandolo con un'interpretazione audace pro domo sua dell'art. 21 della legge finanziaria 730/83.
Ne č nato, quindi, un contenzioso. Migliaia di pensionati, assistiti dai sindacati che si sono appoggiati ai Patronati, hanno presentato ricorso. E le sentenze dei giudici, salvo casi sporadici, sono state favorevoli ai ricorrenti per cui molti di loro hanno avuto un adeguamento della pensione e gli arretrati
Di fronte alla pioggia di sentenze, pare che i funzionari dell'INPDAP siano ora intervenuti chiedendo al Governo una norma di interpretazione autentica   che ponga fine al contenzioso.
L'ennesimo intervento mirante non a rendere giustizia, ma a tagliare le spese.
Cosa che pare questo Governo  stia per fare.

Siamo ormai all'assurdo! Il posto lasciato vuoto dai sindacati, che il Governo č riuscito a tagliare fuori dalle scelte determinanti di natura sociale (la legge 122 del 30/7/2010 č stato la prova del 9 in questo senso), viene coperto dai funzionari dell'INPDAP che si pongono un solo e determinante imperativo categorico: salvaguardare il bilancio dell'ente previdenziale.
Il precedente intervento dei funzionari dell'INPDAP, all'insaputa dei sindacati, ha portato all'abrogazione della legge 322/58, con conseguenze nefaste per il pubblico impiego, anche in riferimento alla possibilitą delle donne di evitare la discriminazione della pensione di vecchiaia a 65 anni.

 

8/7/2011

E' ARRIVATA LA NORMA DI INTERPRETAZIONE AUTENTICA

Col decreto n. 98 del 6/7/2011 (Manovra economica del Governo) č spuntata l'interpretazione autentica chiesta dall'INPDAP.
Anche dopo il compimento dell'etą prevista per la pensione di vecchiaia, la perequazione sull'indennitą integrativa speciale deve essere corrisposta in rapporto a quella in godimento in quarantesimi e non  rapportata all'importo intero (40/40mi).
Cessa quindi il contenzioso che finora aveva visto l'INPDAP perdente e quanti hanno percepito l'aumento in seguito a sentenza favorevole lo manterranno ad assorbimento sui futuri aumenti delle pensioni, quindi anche se non subito dovranno restituire tutto.
L'interpretazione autentica, uno strumento legislativo arrogante ed autoritario al quale questo Governo č spesso ricorso, permette di far passare in parlamento una norma di legge in cui si afferma che l'interpretazione dell'INPDAP č corretta e quella di centinaia di giudici e sezioni della Corte dei Conti che l'hanno condannata a pagare non lo č.
Ricordate la favola del lupo e l'agnello?
Di fronte alla necessitą di risparmi, tutto diventa lecito, sono solo cavilli giuridici con i quali, da che mondo č mondo, i potenti ci guazzano e i comuni mortali soccombono.