14/2/2011

 

 

PENSIONAMENTI PERSONALE A TEMPO DETERMINATO

 

Pensionamento docenti non di ruolo

(in particolare Insegnanti di Religione)

  Non è ’ applicabile nei loro confronti il comma 9 dell'at. 59 della legge 449/97 che stabilisce che il personale della scuola può andare in pensio0ne dal 1° settembre dell'anno in cui matura il diritto con riferimento al 31 dicembre. Questa interpretazione dell’INPDAP a mio avviso  è corretta

Questo personale non si dimette dal servizio, ma decade per termine del contratto a tempo determinato.
In mancanza del rinnovo del contratto, dal 1° settembre, data di decorrenza della pensione, non fa parte del personale della scuola.
Nei confronti di questo personale l'INPDAP applica le norme previste per il pubblico impiego:
a)               maturazione del diritto alla cessazione
b)              diritto alla pensione dalla data prevista dalle finestre di uscita

L’INPDAP ha precisato la sua posizione già nel 2008 rispondendo ad un quesito. Si riporta lo stralcio della risposta a  riguardo:    

... omissis …

Anche per il diritto alla pensione d'anzianità i requisiti prescritti dall'art.1, comma 6, della legge n.243/2004, come modificati dall'art. 1 della legge n.247/2007, devono essere maturati in attività di servizio non potendosi applicare per il personale del comparto scuola a tempo determinato, ivi compresi gli insegnanti di religione, il disposto dell'art.59, comma 9, della legge 27.12.1997, n.449  che consente entro il 31 dicembre dell'anno di cessazione, la maturazione dei requisiti (anagrafico e/o contributivo) richiesti per l'accesso a detta pensione.
Ciò in quanto il rapporto di lavoro del personale a tempo determinato, per i quali non è previsto l'istituto delle dimissioni, si esaurisce naturalmente con lo scadere del contratto o anticipatamente per rescissione dello stesso, ovvero per infermità o per morte.

 

Recentemente, con la nota operativa n. 56 del 22 dicembre 2010, in cui si danno risposte a numerosi quesiti pervenuti alla Direzione Centrale dell'ente, l'INPDAP ha dato  indicazioni precise anche su questo argomento al punto 4.1:

... omissis ... 

4) Fattispecie particolari relative al  comparto scuola

4. I Personale del comparto scuola con contratto di lavoro a tempo determinato

Come specificato nella Circolare n. 18 dell'8 ottobre 2010, il regime delle decorrenze per i trattamenti pensionistici di vecchiaia e di anzianità del personale del comparto Scuola continua ad essere quello previsto dall'articolo 59, comma 9 della legge n. 449/1997 il quale prevede che "la cessazione dal servizio ha effetto dalla data di inizio dell'anno scolastico e accademico, con decorrenza dalla stessa data del relativo trattamento economico nel caso di prevista maturazione del requisito entro il31 dicembre dell'anno".

La suddetta speciale disciplina, poiché correlata alla necessità di assicurare la continuità didattica nell'insegnamento, è applicabile esclusivamente nei confronti del personale del comparto Scuola con contratto di lavoro a tempo indeterminato; per quanto attiene il personale scolastico a tempo determinato, considerato che la risoluzione del rapporto di lavoro è predeterminata in fase di assunzione o conferimento dell'incarico e che quindi tale rapporto si esaurisce naturalmente alla scadenza contrattuale, si applicano le disposizioni vigenti in materia di decorrenza dei trattamenti pensionistici previste per la generalità dei lavoratori ed in particolare l'accesso al pensionamento, sia di vecchiaia che di anzianità, è riconosciuto decorsi 12 mesi dalla maturazione dei prescritti requisiti: al riguardo si rappresenta che nei confronti del personale incaricato continuano a trovare applicazione le disposizioni in materia di trattamento di quiescenza di cui all'articolo 8 della legge n. 831/1961 che prevede, tra l'altro, il diritto alla pensione di vecchiaia con almeno 20 anni di servizio effettivo.

Nota
A volte, come in questo caso,  l'INPDAP fa precisazioni sulla pensione di vecchiaia ribadendo il concetto che occorrono "almeno 20 anni di servizio effettivo".
Ritengo questa affermazione imprecisa e fuorviante e potrebbe creare problemi in sede di applicazione per i seguenti motivi:
1) anche se ormai può riguardare rarissimi casi, l'anzianità richiesta per la pensione di vecchiaia è di 15 anni per quanti erano in servizio al 31/12/92, data di entrata in vigore del DPR 503/92;
2) al 31/12/92 vigeva l'arrotondamento in anni interi per cui dovrebbero essere sufficienti 14 anni, 6 mesi e un giorno per maturarne 15 oppure 19 anni, 6 mesi e un giorno per maturarne 20;
3) da alcuni anni i requisiti per la pensione si acquisiscono con riferimento all'anzianità contributiva e non al servizio effettivo, per cui si devono considerare anche i servizi figurativi come le maggiorazioni e le maternità senza rapporto di lavoro che non sono considerati servizio effettivo. Da tempo sono superate le vecchie terminologie di "servizio utile" e "servizio effettivo" che indicavano l'inclusione o meno di alcuni servizi figurativi perché il termine "anzianità contributiva" non fa più riferimento a questa differenza.


Nota Operativa n. 56/10