EMANATO IL DECRETO LEGGE SULLA TRATTENUTA DEL 2,50%


31/10/2012

E' stato emanato il Decreto Legge in ottemperanza alla sentenza della Consulta n. 223/12, entra in vigore oggi, 31 ottobre 2012, e dovrà essere convertito in legge entro 60 giorni.
Viene abrogato il comma 10 dell'art. 12 della legge 122 e pertanto le buonuscite per i pensionamenti dal 1/1/2011 ad oggi saranno riliquidate secondo la normativa preesistente.

Nota del 31/12/2012
Per l'anzianità pensionistica vige la norma dell'arrotondamento ad anni interi: i giorni residui (anche solo 1) si arrotondano a mese intero; i mesi residui se sono almeno 7 si arrotondano ad un anno, fino a 6 non producono alcun effetto, in pratica si azzerano.
Esempio: anni 37, mesi 6 e gg 5; ovvero anni 37 e mesi 7; pertanto anni 38
              anni 37, mesi 5 e gg 27; anni 37 e mesi 6; anni 37

Fino al 2010 l'arrotondamento veniva fatto al momento della cessazione e quindi al 31 agosto. Di ciò si teneva conto nel chiedere i  periodi da riscattare per non pagare oneri per periodi che sarebbero stati non influenti.
Con l'entrata in vigore del comma 10 dell'art. 12 del decreto 78/10, l'arrotondamento si doveva fare non più al 31 agosto, bensì al 31 dicembre, ovvero al 31/12/2010.
Per questo abbiamo ritenuto opportuno consigliare in molti casi, se possibile, un riscatto supplementare e quanti sono andati in pensione nel 2011 e nel 2012 hanno fatto le valutazioni della convenienza secondo la norma vigente con arrotondamento al 31 dicembre 2010.
Per i pensionati 2011 e 2012 la buonuscita sarà riliquidata con arrotondamento al 31 agosto dell'anno di cessazione, per non danneggiarli il decreto legge prevede una norma di salvaguardia: se hanno ricevuto di più col precedente calcolo non devono restituire nulla.
Potrebbero, comunque, subire un lieve danno per non aver chiesto un riscatto parziale che avrebbe prodotto un arrotondamento favorevole al 31 agosto dell'anno di cessazione.  E in questo caso non è più possibile rimediare.                                                                                                                                                                                              
                                                                                                                                  Michele

 

 

 

Ma la beffa non finisce qui.
La stessa sentenza della Corte Costituzionale ha dichiarato anticostituzionali i prelievi introdotti da Tremonti sulle retribuzioni e indennità degli alti papaveri e della magistratura per la parte che superava determinati tetti piuttosto elevati.
Nei loro confronti non è stato cercato alcun marchingegno per superare la sentenza e pertanto l'Amministrazione provvederà al rimborso disposto dal Ministero delle Finanze.
Come al solito "i ricchi" non pagano mai, i poveri sempre. Mondo ladro!

Leggi le disposizioni del MEF

 

 

Rassegna stampa del 30/10/2012

Da ITALIA OGGI  del 30/10/12

IL GOVERNO HA SANATO IL PRELIEVO SANZIONATO DALLA CONSULTA

Trattenuta del 2,5% sulle paghe, ora é legittima

di Nicola Mondelli

Al personale della scuola, come a tutti i lavoratori alle dipendenze delle pubbliche amministrazioni, il trattamento di fine servizio (buonuscita) continuerà ad essere liquidato secondo le norme previste dal decreto 1032/1973 (l'80 per cento dello stipendio in godimento comprensivo della indennità integrativa speciale e della quota di tredicesima mensilità da moltiplicare per il numero degli anni utili ai fini della buonuscita) e non secondo quanto stabiliva il comma 10 dell'articolo 12 del decreto legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122. La legge citata prevedeva, con effetto sulle anzianità contributive maturate a decorrere dal 1° gennaio 2011, che il computo dei trattamento di fine servizio fosse effettuato secondo le regole di cui all'articolo 2120 del codice civile, con l'applicazione dell'aliquota del 6,91 per cento a carico della sola amministrazione e nessun onere per il dipendente.

Il governo ha infatti abrogato, con un decreto legge approvato nella seduta dello scorso 26 ottobre, la disposizione contenuta nel comma 10. Per effetto di tale abrogazione e del conseguente ripristino delle disposizioni di cui al decreto 1032/1973 rimane in vigore e riacquista legittimità la ritenuta mensile del 2,50 per cento sull'80 per cento della retribuzione utile ai fini del calcolo della buonuscita, ritenuta che, a seconda della qualifica del personale della scuola (dirigente, docente o personale amministrativo, tecnico e ausiliario) e dell'anzianità posseduta è compresa indicativamente tra i 30 e i 50 euro al mese. Il governo insomma ha sanato il prelievo che la consulta aveva dichiarato illegittimo. Con riferimento ai processi pendenti aventi ad oggetto la restituzione del predetto contributo previdenziale, il decreto legge precisa che si estingueranno di diritto. L'estinzione sarà dichiarata con decreto, anche d'ufficio. Le sentenze eventualmente emesse che hanno accolto le richieste di restituzione della ritenuta del 2,50 per cento, operata sugli stipendi mensili a decorrere dal 1° gennaio 2011, resteranno quindi prive di effetti, fatta eccezione per quelle passate in giudicato.

Quanto infine ai trattamenti di fine servizio (buonuscita), liquidati prima dell'entrata in vigore del nuovo decreto legge secondo le norme del Tfr, dovranno essere riliquidati d'ufficio secondo le norme di cui al citato decreto 1032/1973. Non si provvederà, invece, al recupero a carico del dipendente di eventuali somme già erogate in eccedenza, in conseguenza dell'applicazione delle norme che regolano il trattamento di fine rapporto, trattamento che in casi particolari può essere stato più favorevole rispetto a quello del trattamento di fine servizio. Questo in sintesi il contenuto del decreto legge che il Governo è stato costretto ad approvare in seguito alla dichiarazione di illegittimità costituzionale del citato comma 10 contenuta nella sentenza della Corte Costituzionale n. 223/2012 e anche, presumibilmente, al fine di impedire la inevitabile restituzione delle somme trattenute a decorrere dal 1° gennaio 2011. Spetterà ora ai deputati e ai senatori trasformarlo in legge dello Stato entro sessanta giorni dalla data di pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale.  

Nota del 30/10/2012
La parte finale del primo paragrafo è imprecisa e può indurre in errore. Precisiamo:
a) il comma 10 si limitava ad indicare la variazione del calcolo con riferimento all'art. 2120 del Codice Civile
b) l'art. 2120 del CC non prevede la trattenuta del 2,50% e indica come retribuzione di calcolo il 100% e non l'80% della retribuzione
c) il governo e l'INPDAP, con interpretazioni di mera furbesca pirateria, si affrettarono a precisare che:
    1) non era stata abrogata la trattenuta del 2,50%
    2) per la  buonuscita la base di calcolo è pari all'80% e non al 100%
Da ciò é nato il contenzioso che, anche se vincente, sottolinea l'arroganza del potere (Governo ed INPDAP), ma lascia l'amaro in bocca.
Tanto vincono sempre loro: é una partita di calcio in cui chi detiene il potere (l'arbitro) gioca per una delle due squadre in campo! Rassegnatevi.
                                                                                                                                                                                  Michele

 

Vai alla precedente nota