DECRETO-LEGGE 24 giugno 2014, n. 90
Misure urgenti per la semplificazione e la trasparenza amministrativa e per l'efficienza degli uffici giudiziari. 
(GU n.144 del 24-6-2014 )
Entrata in vigore del provvedimento: 25/06/2014 
Convertito nella legge n. 114 del 11/8/2014 in vigore dal 19/8/14
  (SO della GU n. 190 del 18/8/14 )

Art. 1
(Disposizioni  per  il   ricambio   generazionale   nelle   pubbliche amministrazioni)

Testo originale entrato in vigore il 25/6/2014

Testo definitivo in vigore dal 19/8/14 dopo la conversione in legge

Comma 1
Sono abrogati l'articolo 16 del decreto legislativo 30  dicembre 1992, n. 503, l'articolo 72, commi 8, 9,  10,  del  decreto-legge  25 giugno 2008, n. 112, convertito, con  modificazioni,  dalla  legge  6 agosto 2008, n. 133, e l'articolo 9. comma 31, del  decreto-legge  31 maggio 2010, n. 78, convertito, con  modificazioni,  dalla  legge  30 luglio 2010, n. 122.
Comma 1 - Invariato
Comma 2
Salvo quanto previsto dal comma 3, i trattenimenti  in  servizio in essere alla data di entrata in vigore del  presente  decreto  sono fatti salvi fino al 31 ottobre 2014 o  fino  alla  loro  scadenza  se prevista in data anteriore.  I  trattenimenti  in  servizio  disposti dalle amministrazioni pubbliche di cui all'articolo 1, comma  2,  del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e non ancora efficaci alla data di entrata in vigore del presente decreto-legge sono revocati.
Comma2 - Invariato
Comma 3
Al  fine  di  salvaguardare  la  funzionalità   degli   uffici giudiziari, i trattenimenti  in  servizio  dei  magistrati  ordinari, amministrativi, contabili,  militari  nonché  degli  avvocati  dello Stato, sono fatti salvi sino al 31 dicembre 2015  o  fino  alla  loro scadenza se prevista in data anteriore.
Comma 3
Al  fine  di  salvaguardare  la  funzionalità   degli   uffici giudiziari, i trattenimenti  in  servizio,
pur se ancora non disposti, per i magistrati ordinari, amministrativi, contabili e militari che alla data di entrata in vigore del presente decreto ne abbiano i requisiti ai sensi dell’articolo 16 del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 503, e successive modificazioni nonché degli avvocati  dello Stato, sono fatti salvi sino al 31 dicembre 2015  o  fino  alla  loro scadenza se prevista in data anteriore. 
Comma 3bis
In applicazione dell’articolo 59, comma 9, della legge 27 di-cembre 1997, n. 449, e successive modificazioni, e al fine di salvaguardare la continuità didattica e di garantire l’immissione in servizio fin dal 1º settembre, i trattenimenti in servizio del personale della scuola sono fatti salvi fino al 31 agosto 2014 o fino alla loro scadenza se prevista in data anteriore.
  Comma 3ter
Con le procedure di cui all’articolo 107 del testo unico delle leggi costituzionali concernenti lo statuto speciale per il Trentino-Alto Adige, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 31 agosto 1972, n. 670, si provvede all’adeguamento del decreto del Presidente della Repubblica 6 aprile 1984, n. 426, alle disposizioni di cui al comma 1 del presente articolo. Nelle more del suddetto adeguamento e della successiva nomina dei consiglieri di Stato di cui all’articolo 14 del medesimo decreto del Presidente della Repubblica n. 426 del 1984, i consiglieri di Stato già nominati alla data di entrata in vigore del presente decreto, di cui allo stesso articolo 14, rimangono comunque in servizio fino al 31 dicembre 2015 ove abbiano raggiunto l’età per il collocamento in quiescenza.
Comma 4
Al fine di garantire l'efficienza e l'operatività  del  sistema di difesa e sicurezza nazionale, le disposizioni di cui  al  comma  1 non si applicano ai richiami in servizio di cui agli articoli  992  e 993 del decreto legislativo 15 marzo 2010, n. 66 fino al 31  dicembre 2015.
Comma 4 - Soppresso
Comma 5
Le  disposizioni  di  cui  all'articolo  72,  comma   11,   del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con  modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, si applicano  al  personale  delle pubbliche amministrazioni di cui all'articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 30  marzo  2001,  n.  165,  e  successive  modificazioni, inclusi il personale  delle  autorità  indipendenti  e  i  dirigenti medici  responsabili  di  struttura  complessa,  tenuto  conto,   con riferimento ai soggetti che maturano i requisiti per il pensionamento a decorrere dal 1° gennaio 2012, della rideterminazione dei requisiti di accesso al pensionamento come disciplinata dall'articolo 24, commi 10 e 12, del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201,  convertito,  con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011,  n.  214,  e  successive modificazioni.
Comma 5
All’articolo 72 del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, e successive modificazioni, il comma 11 è sostituito dal seguente: 
"11. Con decisione motivata con riferimento alle esigenze organizzative e ai criteri di scelta applicati e senza pregiudizio per la funzionale erogazione dei servizi, le pubbliche amministrazioni di cui all’articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e successive modificazioni, incluse le autorità indipendenti, possono, a decorrere dalla maturazione del requisito di anzianità contributiva per l’accesso al pensionamento, come rideterminato a decorrere dal 1º gennaio 2012 dall’articolo 24, commi 10 e 12, del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214, risolvere il rapporto di lavoro e il contratto individuale anche del personale dirigenziale, con un preavviso di sei mesi e comunque non prima del raggiungimento di un’età anagrafica che possa dare luogo a riduzione percentuale ai sensi del citato comma 10 dell’articolo 24. Le disposizioni del presente comma non si applicano al personale di magistratura, ai professori universitari e ai responsabili di struttura complessa del Servizio sanitario nazionale e si applicano, non prima del raggiungimento del sessantacinquesimo anno di età, ai dirigenti medici e del ruolo sanitario. Le medesime disposizioni del presente comma si applicano altresì ai soggetti che abbiano beneficiato dell’articolo 3, comma 57, della legge 24 dicem-bre 2003, n. 350, e successive modificazioni."
Comma 6
All'onere derivante dal presente articolo pari a 2,6 milioni per l'anno 2014, 75,2 milioni per l'anno 2015, 113,4 milioni  per  l'anno 2016, 123,2 milioni per l'anno  2017  e  152,9  milioni  a  decorrere dall'anno 2018, si provvede con le seguenti modalità:
a) all'articolo 1, comma 427, della legge 27 dicembre 2013, n. 147, come modificato dall'articolo 2, comma  1,  lettera  b)  del  decreto legge del 28 gennaio 2014 n. 4, convertito, con modificazioni,  dalla legge 28 marzo 2014, n. 50, le parole: "a 1.372,8 milioni di euro per l'anno 2015, a 1.874,7 milioni di euro per gli anni 2016 e 2017  e  a 1.186,7 milioni di euro a decorrere dall'anno 2018"  sono  sostituite dalle seguenti: "a 1.448 milioni di euro per l'anno 2015,  a  1.988,1 milioni di euro per l'anno 2016, a 1.997,9 milioni di euro per l'anno 2017 e a 1.339,6 milioni di euro a decorrere dall'anno 2018";
b) all'articolo  1,  comma  428,  primo  periodo,  della  legge  27 dicembre 2013, n. 147, come  modificato  dall'articolo  2,  comma  1, lettera c) del decreto legge del 28 gennaio 2014  n.  4,  convertito, con modificazioni, dalla legge 28 marzo 2014, n.  50,  le  parole  "a 1.028,8 milioni di euro per l'anno 2015, a 1.186,7 milioni di euro  a decorrere dal 2016" sono sostituite dalle seguenti "a  1.104  milioni di euro per l'anno 2015, a 1.300,1 milioni di euro per l'anno 2016, a 1.309,9 milioni di euro per l'anno 2017 e a 1.339,6 milioni di euro a decorrere dal 2018";
  c) l'allegato 3 alla legge 27 dicembre 2013, n. 147, é  sostituito dall'allegato 1 al presente decreto;
  d) quanto a 2,6 milioni di euro per l'anno 2014 con  corrispondente  riduzione dell'autorizzazione di spesa di cui all'articolo  9,  comma 8, del decreto-legge n. 30  dicembre  1997,  n.457,  convertito,  con modificazioni, dalla legge 27 febbraio 1998, n. 30.
 
Comma 7
Il Ministro dell'economia e  delle  finanze  é  autorizzato  ad apportare con propri decreti le occorrenti variazioni di bilancio.
 


Conseguenze dell'art. 1 sulle cessazioni d'ufficio

Norme abrogate dal comma 1

Decreto L.vo n. 503/92 - Art. 16 Prosecuzione del rapporto di lavoro
1. E' in facoltà dei dipendenti civili dello Stato e degli enti pubblici non economici di permanere in servizio, con effetto dalla data di entrata in vigore della legge 23 ottobre 1992, n. 421, per un periodo massimo di un biennio oltre i limiti di età per il collocamento a riposo per essi previsti. In tal caso è data facoltà all'amministrazione, in base alle proprie esigenze organizzative e funzionali, di trattenere in servizio il dipendente in relazione alla particolare esperienza professionale acquisita dal dipendente in determinati o specifici ambiti ed in funzione dell'efficiente andamento dei servizi. La disponibilità al trattenimento va presentata all'amministrazione di appartenenza dai ventiquattro ai dodici mesi precedenti il compimento del limite di età per il collocamento a riposo previsto dal proprio ordinamento. I dipendenti in aspettativa non retribuita che ricoprono cariche elettive esprimono la disponibilità almeno novanta giorni prima del compimento del limite di età per il collocamento a riposo. 1-bis. Per le categorie di personale di cui all'articolo 1 della legge 19 febbraio 1981, n. 27, la facoltà di cui al comma 1 è estesa sino al compimento del settantacinquesimo anno di età.
E' la norma che al personale della scuola consentiva di chiedere di poter  permanere in servizio per due anni oltre i 65 anni di età.
Commi 8, 9 e 10 dell'art. 72 decreto legge n. 112/08 convertito nella legge n. 133/08.
8. Sono fatti salvi i trattenimenti in servizio in essere alla data di entrata in vigore del presente decreto e quelli disposti con riferimento alle domande di trattenimento presentate nei sei mesi successivi alla data di entrata in vigore del presente decreto.
9. Le amministrazioni di cui al comma 7 riconsiderano, con provvedimento motivato, tenuto conto di quanto ivi previsto, i provvedimenti di trattenimento in servizio già adottati con decorrenza dal 1° gennaio al 31 dicembre 2009.
10. I trattenimenti in servizio già autorizzati con effetto a decorrere dal 1° gennaio 2010 decadono ed i dipendenti interessati al trattenimento sono tenuti a presentare una nuova istanza nei termini di cui al comma 7.
L'art. 72 dal 2008 ad oggi ha subito tali e tante modifiche da apparire un mosaico incomprensibile (vedi anche comma 5).
Si consiglia di consultare la versione definitiva dopo questo decreto.  
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Comma 31 dell'art. 9 del decreto legge n. 78/2010
31. Al fine di agevolare il processo di riduzione degli assetti organizzativi delle pubbliche amministrazioni, a decorrere dalla data di entrata in vigore del presente decreto, fermo il rispetto delle condizioni e delle procedure previste dai commi da 7 a 10 dell'articolo 72 del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, i trattenimenti in servizio previsti dalle predette disposizioni possono essere disposti esclusivamente nell'ambito delle facoltà assunzionali consentite dalla legislazione vigente in base alle cessazioni del personale e con il rispetto delle relative procedure autorizzatorie; le risorse destinabili a nuove assunzioni in base alle predette cessazioni sono ridotte in misura pari all'importo del trattamento retributivo derivante dai trattenimenti in servizio. Sono fatti salvi i trattenimenti in servizio aventi decorrenza anteriore al 1° gennaio 2011, disposti prima dell'entrata in vigore del presente decreto. I trattenimenti in servizio aventi decorrenza successiva al 1° gennaio 2011, disposti prima dell'entrata in vigore del presente decreto, sono privi di effetti. Il presente comma non si applica ai trattenimenti in servizio previsti dall'articolo 16, comma 1-bis del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 503, e, in via transitoria limitatamente agli anni 2011 e 2012, ai capi di rappresentanza diplomatica nominati anteriormente alla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto
Norma in evidente contrasto con quanto stabilito dal decreto n. 90 in materia di prolungamento del dervizio.

Norma modificata dal comma 5
Comma 11 dell'art. 72 del decreto legge n. 112/08

Testo originale

Testo come modificato dal DL 90/14

11. Per gli anni 2009, 2010 e 2011, le pubbliche amministrazioni di cui all'articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 30  marzo  2001, n.  165,  e  successive  modificazioni,  possono,  a  decorrere   dal compimento dell'anzianità massima contributiva di quaranta anni  del personale dipendente, nell'esercizio dei poteri di cui all'articolo 5 del  citato  decreto  legislativo  n.   165   del   2001,   risolvere unilateralmente il rapporto di lavoro  e  il  contratto  individuale, anche del personale dirigenziale, con un preavviso di sei mesi, fermo restando quanto previsto dalla  disciplina  vigente  in  materia  'di decorrenza dei trattamenti pensionistici. Con  appositi  decreti  del Presidente del Consiglio  dei  ministri,  da  emanare  entro  novanta giorni dalla data di entrata in vigore della  presente  disposizione, previa deliberazione del Consiglio  dei  ministri,  su  proposta  del Ministro per la pubblica amministrazione e l'innovazione, di concerto con i Ministri dell'economia e  delle  finanze,  dell'interno,  della difesa e degli affari esteri, sono definiti gli specifici  criteri  e le modalità applicative dei principi della disposizione  di  cui  al presente comma relativamente al  personale  dei  comparti  sicurezza, difesa  ed  esteri,  tenendo  conto  delle  rispettive   peculiarità ordinamentali. Le disposizioni di cui al presente comma si  applicano anche  nei   confronti   dei   soggetti   che   abbiano   beneficiato dell'articolo 3, comma 57, della legge 24 dicembre 2003,  n.  350,  e successive modificazioni. Le disposizioni di cui  al  presente  comma non si applicano ai  magistrati,  ai  professori  universitari  e  ai dirigenti medici responsabili di struttura complessa. 11. Con decisione motivata con riferimento alle esigenze organizzative e ai criteri di scelta applicati e senza pregiudizio per la funzionale erogazione dei servizi, le pubbliche amministrazioni di cui all’articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e successive modificazioni, incluse le autorità indipendenti, possono, a decorrere dalla maturazione del requisito di anzianità contributiva per l’accesso al pensionamento, come rideterminato a decorrere dal 1º gennaio 2012 dall’articolo 24, commi 10 e 12, del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214, risolvere il rapporto di lavoro e il contratto individuale anche del personale dirigenziale, con un preavviso di sei mesi e comunque non prima del raggiungimento di un’età anagrafica che possa dare luogo a riduzione percentuale ai sensi del citato comma 10 dell’articolo 24. Le disposizioni del presente comma non si applicano al personale di magistratura, ai professori universitari e ai responsabili di struttura complessa del Servizio sanitario nazionale e si applicano, non prima del raggiungimento del sessantacinquesimo anno di età, ai dirigenti medici e del ruolo sanitario. Le medesime disposizioni del presente comma si applicano altresì ai soggetti che abbiano beneficiato dell’articolo 3, comma 57, della legge 24 dicem-bre 2003, n. 350, e successive modificazioni.

 

Prima ancora che il decreto venisse convertito in legge, il MIUR aveva diramato una circolare applicativa:

 Circolare del MIUR n. 2507 del 28/7/2014

 Art. 72 del DL n. 112/08 dopo le ulteriori modifiche