CON I MESSAGGI N. 2974 DEL 30/4/2015 E N. 3305 del 15/5/2015 
L'INPS FORNISCE CHIARIMENTI 
SUGLI ARROTONDAMENTI DELL'ANZIANITA'  PENSIONISTICA 

31/5/2015

 APRI IL MESSAGGIO N. 3305 DEL 15/5/2015

Col successivo messaggio n. 3305 del 15/5/2015, l'INPS conferma quanto precisato col precedente messaggio n. 2974, ma puntualizza che la disposizione abrogativa degli arrotondamenti entra in vigore dal 1 maggio 2015.
E' l'ennesimo caso in cui l'ente previdenziale si sostituisce al legislatore con le sue circolari, facendo aumentare la confusione in campo che non è poca.
Nel primo messaggio si dava ad intendere, giustamente, che la norma si dovesse considerare vigente con l'entrata in vigore della riforma Fornero.
Probabilmente questo rinvio, essendo il chiarimento giunto dopo oltre tre anni, vuole sanare i casi in cui non sia stata applicata  negli anni pregressi.
Ma non possiamo far passare inosservato che per il personale della scuola le circolari del MIUR hanno introdotto subito l'abrogazione degli arrotondamenti e pertanto é stata regolarmente applicata dal 1/1/2012.
Come al solito confusione e sperequazione.

7/5/2015

 APRI IL MESSAGGIO N. 2974 DEL 30/4/2015

Le precisazioni dell'INPS affermano che a partire dal 1/1/2012, ai sensi della riforma Fornero:
a) pensione anticipata: anni 41, mesi 9 e gg. 29 al 31 dicembre non fanno maturare i requisiti richiesti di anni 41 e mesi 10;
b) pensione di vecchiaia: anni 19, mesi 11 e gg. 29 al 31 dicembre non fanno maturare l'anzianità minima richiesta di anni 20;
c) opzione donna: anni 34, mesi 11 e gg. 16 al 31 dicembre 2014 fanno maturare per arrotondamento l'anzianità richiesta di anni 35 e quindi il requisito.

Invece si continua ad utilizzare l'arrotondamento dei giorni in mese intero se superiori a 15:
a) se i requisiti sono maturati al 31/12/2011;
b) nei casi in cui per deroga si applicano i requisiti vigenti prima della riforma Fornero,  anche se maturati dopo il 31/12/2011-

Non si possono mai fare comunque arrotondamenti:
a) per maturare le quote nei casi in cui ancora applicabile il principio;
b) per le pensioni di inabilità legge 335/95.

Le precisazioni hanno il merito di fare chiarezza, ma a mio avviso sono restrittive.
Indicazioni in questa direzione erano già state date dal MIUR nel 2013 con la circolare sui pensionamenti.
Già allora esprimemmo la nostra opinione ritenendo queste interpretazioni molto restrittive e suggerendo l'opportunità di presentare un ricorso.
Per completare il discorso citiamo la norma vigente e e il punto 6 della circolare applicativa ed interpretativa dell'INPDAP in merito.

DPR 449/97, art. 59, comma 1, lettera b):
b) per la determinazione dell'anzianità contributiva ai fini sia del
diritto che della misura della prestazione, le  frazioni  di  anno non danno luogo ad arrotondamenti per eccesso o per difetto.  Sono fatte salve le domande presentate ai sensi dell'articolo 3,  comma 9, del decreto legislativo 4 dicembre 1996, n. 658. Sono  abrogati gli articoli 24, terzo comma, 45 e 46 del  testo  unico  approvato
con decreto del Presidente della Repubblica 29 dicembre  1973,  n. 1092.

 

Circolare INPDAP n. 14 del 16/3/1998
Art. 59 della legge 27 dicembre 1997, n. 449. Disposizioni in
materia previdenziale.
Punto 6. Arrotondamenti (art. 59 comma 1 lettera b)

In virtù di quanto disposto dall'art. 59, comma 1, lettera b), con effetto dall'1-1-98, per la determinazione dell'anzianità contributiva sia ai fini del diritto che della misura della prestazione, le frazioni di anno non danno luogo ad arrotondamenti per eccesso o per difetto. Dal tenore letterale della norma in esame si evince che per "frazioni di anno" debbano intendersi esclusivamente i mesi.
Pertanto, per i trattamenti pensionistici decorrenti dal 2 gennaio 1998, siano essi di vecchiaia, anzianità, o inabilità, si applicano le disposizioni in materia di arrotondamenti così come previsti dall'art. 3 della legge 274/91. In sostanza, il requisito di 35 anni richiesto per il diritto alla pensione di anzianità si conseguirà al raggiungimento di 34 anni, 11 mesi e 16 giorni;  per le pensione derivanti da cessazioni a seguito di riconoscimento di inabilità assoluta e permanente a qualsiasi proficuo lavoro, nonche' per le pensioni di vecchiaia, il requisito minimo richiesto sarà pari a 14 anni 11 mesi e 16 giorni (qualora il lavoratore sia stato assunto anteriormente al 31-12-92) mentre il diritto alla pensione di inabilità relativa si perfezionerà al raggiungimento dei 19 anni 11 mesi e 16 giorni.
Tali disposizioni vengono estese, con la medesima decorrenza, anche agli iscritti alla Cassa Pensioni Ufficiali Giudiziari nonché agli iscritti alla gestione separata per i dipendenti dello Stato.

In sostanza per tali lavoratori, ai fini della valutazione del servizio utile, viene meno quanto previsto dall'art. 40 commi 2 e 3 del T.U. delle pensioni approvato con DPR 29-12-73, n. 1092 in virtù dei quali veniva computata ad anno intero la frazione di anno superiore a sei mesi mentre veniva trascurata quella uguale od inferiore a sei mesi.
Pertanto, con effetto dall'1-1-98 le singole amministrazioni, ai fini della misura del trattamento pensionistico, dovranno arrotondare il servizio complessivo utile a mese intero, trascurando la frazione del mese non superiore a quindici giorni e computando per un mese quella superiore; di conseguenza, l'aliquota di rendimento da utilizzare sarà determinata dalla somma tra l'aliquota annua relativa agli anni interi da computare ed un incremento pari al prodotto tra un dodicesimo della differenza tra l'aliquota di rendimento immediatamente superiore e quella inferiore per il numero dei mesi corrispondenti alla frazione di anno.

Si precisa che tale calcolo dovrà essere effettuato per l'individuazione delle aliquote di rendimento per la determinazione delle singole quote di pensione da liquidare con il sistema retributivo.
Occorre, infine, sottolineare che per il diritto al trattamento pensionistico a favore dei superstiti l'anzianità contributiva richiesta di 15 anni ovvero di 5 anni di cui almeno 3 nel quinquennio precedente la data del decesso deve essere pienamente raggiunta senza operare alcuna forma di arrotondamento, in quanto e' stata estesa agli iscritti a questo Istituto, in virtù dell'art. 1 comma 41 della L. 335/95, la disciplina già vigente nell'Assicurazione Generale Obbligatoria, dove non opera alcun arrotondamento.
Le stesse considerazioni valgono anche per la maturazione del requisito contributivo di 5 anni, di cui almeno 3 nel quinquennio precedente la decorrenza del trattamento pensionistico, nel caso di riconoscimento di una inabilità ai sensi dell'art. 2 comma 12 L. 335/95.