CIRCOLARE APPLICATIVA DELL'INPS
sui commi 707-708-708-713 della legge di stabilità

13/4/2015

E la montagna partorì il topolino!
La legge di stabilità per il 2015 è uscita il 23 dicembre 2014. I tecnici dell'INPS hanno impiegato oltre 4 mesi per preparare la circolare esplicativa dei commi riguardanti le pensioni che é stata emanata il 10 aprile; ci saremmo aspettato qualcosa di più sul doppio calcolo,  mancano quegli esempi esplicativi che era logico attendersi e quindi per capirla in tutte le sfaccettature dovremo attendere le prime determine di calcolo della pensione che saranno rilasciate dall'INPSexINPDAP quando saranno aggiornati i programmi informatici;  per il personale della scuola se ne parlerà al prossimo settembre.

 Circolare INPS n. 74 del 10/4/2015

Il punto fondamentale è il comma 707 che modifica il comma 2 dell'art. 24 della legge 214/11, ovvero la riforma Fornero, aggiungendo la parte evidenziata in rosso.
A decorrere dal 1° gennaio 2012, con riferimento alle anzianità contributive maturate a decorrere da tale data, la quota di pensione corrispondente a tali anzianità è calcolata secondo il sistema contributivo. In ogni caso, l'importo complessivo del trattamento pensionistico non può eccedere quello che sarebbe stato liquidato con l'applicazione delle regole di calcolo vigenti prima della data di entrata in vigore del presente decreto computando, ai fini della determinazione della misura del trattamento, l’anzianità contributiva necessaria per il conseguimento del diritto alla prestazione, integrata da quella eventualmente maturata fra la data di conseguimento del diritto e la data di decorrenza del primo periodo utile per la corresponsione della prestazione stessa.

Esaminando la circolare, restano intatte le perplessità suscitate dalla lettura del comma 707. Vediamole:


Parte I
Importo complessivo del trattamento pensionistico e doppio calcolo.

Parte I - Punto 1
Innanzitutto viene affermato che il doppio calcolo non riguarda chi aveva meno di 18 anni di servizio al 31/12/95 per cui è soggetto al calcolo retributivo fino al 95 e contributivo dal 1/1/96 alla cessazione (detto prima calcolo misto), come disposto dalla legge 335/95.
La norma non riguarda neppure le pensioni di inabilità legge 335/95 in quanto per queste pensioni vige sempre il limite di 40 anni come massima anzianità di riferimento per il calcolo del bonus.

Parte I - Punto 2
Per quanto riguarda la pensione anticipata (prima della Fornero detta pensione retributiva), la circolare conferma che si devono effettuare due calcoli:
a) il primo applicando le regole introdotte dalla riforma Fornero (retributivo fino al 31/12/2011 e contributivo dal 1/1/2012 alla cessazione);
b) il secondo applicando le regole di calcolo vigenti nel 2011, quindi calcolo interamente retributivo.
Si ha diritto alla pensione minore confrontando i due calcoli.

Torniamo al doppio calcolo. Detto così sembra facile.
Ma come si deve fare il calcolo b) interamente retributivo? Valorizzando al massimo 40 anni come prescritto fino al 2011?
La circolare dice:
Al riguardo, l’anzianità contributiva che può essere valorizzata ai fini della determinazione della misura della pensione è pari “all’anzianità contributiva necessaria per il conseguimento del diritto alla prestazione, integrata da quella eventualmente maturata fra la data di conseguimento del diritto e la data di decorrenza del primo periodo utile per la corresponsione della prestazione stessa”.
Quindi il riferimento al fatidico "40", vigente nel 2011, può essere superato se è più elevata l'anzianità necessariamente maturata per poter cessare dal servizio.


Allora il problema è risolto?
E no! Il calcolo retributivo può essere eseguito solo con aliquota massima dell'80%, corrispondente ai 40 anni.
Come si fa il calcolo solo retributivo valorizzando un'anzianità, ad esempio, maturata da un docente alla cessazione pari ad anni 42 e mesi 3?
La circolare ce lo spiega così:
Le differenze con il calcolo interamente retributivo in vigore fino al 31 dicembre 2011 si limitano al limite massimo di anzianità contributiva valorizzabile rimanendo inalterati i criteri per la determinazione della retribuzione pensionabile e delle aliquote di rendimento per la generalità dei lavoratori decrescenti al crescere dell’importo della stessa retribuzione pensionabile.
E che significa? A me non é chiaro per nulla. Come non lo era prima!
Come si determinano le aliquote dei vari periodi lavorativi? Resta fermo il principio che complessivamente non devono superare l'80%?
Cosa significa "restano inalterati i criteri per la determinazione ... delle aliquote di rendimento ... decrescenti al crescere dell'importo della stessa retribuzione pensionabile"?
Proviamo un'interpretazione, per me al momento l'unica possibile (vai all'esempio): 

Parte I - Punto 3
Con decorrenza 1/1/2015 (comma 708), la norma si applica anche a quanti sono cessati dal servizio tra il 1/1/2012 e il 31/12/2014.

Parte I - Punto 4
La parte di pensione dal 1/1/2012 alla cessazione è calcolata col sistema contributivo.
Cerchiamo di interpretare: ci si riferisce al calcolo a) retributivo sino al 2011, il calcolo b), come esplicitato prima, è tutto retributivo.

Parte I - Punto 5
I risparmi derivati dall'applicazione della norma affluiranno in un fondo destinato all'adeguamento della pensione di determinate categorie da individuare.

 


Parte II
Riduzione percentuale della pensione anticipata prevista per i soggetti con età inferiore a 62 anni.

Parte II - Punto 1
Applicazione comma 713. A quanti maturano i requisiti  il tra il 1/1/2015 e il 31/12/2017 non si applica la decurtazione prevista in caso di cessazione per pensione anticipata ed un'età inferiore ai 62 anni.

Parte II - Punto 2
Il punto 1) si applica anche a quanti maturano i requisiti entro il 31/12/2017 e cessano dal servizio in data posteriore.

Parte II - Punto 3
Si confermano le norme sulla penalizzazione di cui al punto precedente per chi ha maturato i requisiti ed è cessato dal servizio tra il 1/1/2012 e il 31/12/2014.

Punto 4
Precisazioni piuttosto ovvie:
Poiché per chi matura i requisiti per la pensione anticipata e rinvia il pensionamento si "cristallizza" il diritto acquisito anche se quando cessa dal servizio sono in vigore regole nuove, il punto 1 è applicabile anche se il rinvio della cessazione è finalizzato ad evitare la penalizzazione per l'età inferiore ai 62 anni; inoltre per lo stesso motivo la penalizzazione non si applica  nel caso in cui si maturino i requisiti per la pensione anticipata entro il 2017 e si cessi dal servizio successivamente con un'età  inferiore a 62 anni.

 

ALIQUOTE CALCOLO RETRIBUTIVO CON LE REGOLE VIGENTI FINO AL 31/12/2011

Docente che cessa al 1/9/2015
Anzianità maturata al 31/12/1992 (quota A) ................... anni 20 e mesi 1
Anzianità maturata al 31/12/97 (quota B1) .................... anni 25 e mesi 1
Anzianità maturata al 31/8/2015 (quota B2) ................... anni 42 e mesi 9  (valorizzabili anni 40)
Aliquote
Quota A calcolata sulla retribuzione pensionabile alla cessazione fino al 31/12/92 ................ anni 20 e mesi 1 ........................ aliquota   44,15% 
Quota B1 calcolata sulla media decennale intera dal 1/1/93 al 31/12/97 ............................ anni  5 e mesi 0 ........................ aliquota     9,00% 
Quota B2 calcolata sulla media decennale ridotta dal 1/1/98 alla cessazione ....................... anni 14 e mesi 11 ...................... aliquota    26,85% 
Totali .......................................................................................................... anni 40 .................................. aliquota    80,00%
Aliquota complessiva 80% - Anzianità eccedente 40 anni non valorizzata.
Aliquota primi 15 anni = 35%, aliquota anni successivi = 1,8% annuo, 0,15% mensile.

Proviamo ad ipotizzare un'interpretazione che non consideri invalicabile l'aliquota dell'80% come era fino al 2011:

ALIQUOTE CALCOLO RETRIBUTIVO CON VALORIZZAZIONE OLTRE 40 ANNI E ALIQUOTA MASSIMA SUPERIORE ALL'8O%
La situazione è la stessa della prima tabella

Aliquote 
Quota A calcolata sulla retribuzione pensionabile alla cessazione fino al 31/12/92 ................ anni 20 e mesi 1 ........................ aliquota   44,15% 
Quota B1 calcolata sulla media decennale intera dal 1/1/93 al 31/12/97 ............................ anni  5 e mesi 0 ........................ aliquota     9,00% 
Quota B2 calcolata sulla media decennale ridotta dal 1/1/98 alla cessazione ....................... anni 17 e mesi 8 ....................... aliquota    31,80% 
Totali ......................................................................................................... anni 42 e mesi 9 .......................  aliquota    84,95%
Aliquota complessiva 84,95% - Anzianità valorizzata anni 42 e mesi 9.
Aliquota primi 15 anni = 35%, aliquota anni successivi = 1,8% annuo, 0,15% mensile.

In attesa di poterlo verificare, pare l'unica strada percorribile: non vediamo come sia possibile valorizzare i periodi oltre i 40 anni senza superare l'80%, stabilito da una norma che non è stata abrogata, né modificata!
Precisazione: qualora il docente dell'esempio cessasse nel 2017 con anni 43 e mesi 9, l'anzianità utile per il calcolo sarebbe comunque quella maturata al 31/8/2015, prima finestra di uscita posteriore al possesso dei requisiti (anni 42 e mesi 9) .

 

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