RIFORMA PENSIONI 2015:
NO DI RENZI

30/3/2015

Da qualche settimana si batte il tamburo della riforma delle pensioni che doveva attenuare la riforma Fornero.
Non solo esponenti di peso come Damiano hanno portato il discorso con proposte serie e degne di considerazione perché responsabili e compatibili con la situazione, ma anche le parole del ministro Poletti lasciavano intendere che anche il Governo, pur tenendo conto delle difficoltà, non era insensibile al problema.
A smentirlo ora si è pronunciato Renzi: il governo non apporterà modifiche alla legge Fornero.

E'' assolutamente incomprensibile! Tutti riconoscono che la legge Fornero fu un grave errore perché ha sconvolto il  sistema eliminando di botto ogni flessibilità e quindi non ha tenuto conto del fatto che non tutti i lavori sono uguali, non tutte le persone sono uguali in rapporto al lavoro; e inoltre, cosa non da poco, non ha valutato gli effetti indotti:
- blocco del turn over e porte chiuse ai giovani in cerca di lavoro;
- privazione di un sostegno alle famiglie giovani che hanno bisogno di appoggiarsi ai genitori per gestire i figli;
- apporto dei pensionati in sostituzione della carenza pubblica in materia di assistenza agli anziani, anche sotto forma di volontariato.

La riforma Fornero fu mandata giù in un momento in cui c'erano forti timori per l'economia con lo spread sopra quota 500.
E' opinione ormai condivisa che non avrebbe avuto alcun effetto senza l'intervento della BCE che ha dato avvio all'inversione di tendenza dello spread  oggi sotto quota 100. 
In tanti, tantissimi, direi tutti meno Renzi, concordano sul fatto che bisogna ridare un minimo di flessibilità al sistema pensionistico diventato troppo rigido.

Dire che non c'é spazio perché non ci sono soldi è una presa in giro.
Quando si è trattato di varare quell'obbrobrio iniquo e discriminante degli 80 euro, i soldi sono stati trovati. Ma serviva un po' di pubblicità.
E lo si è fatto all'insegna della sperequazione (approfondisci)
Con lo spread sotto quota 100 lo Stato ha risparmiato, sotto forma di riduzione degli interessi per sostenere il debito pubblico, miliardi di euro.
Le risorse sono scarse ma ci sono, é innegabile che nello spenderle bisogna guardare le priorità.
E al momento per Renzi ridare flessibilità al sistema pensionistico non é una priorità.

Per approfondire:
http://it.blastingnews.com/lavoro/2015/03/riforma-pensioni-il-governo-renzi-ha-deciso-no-modifiche-a-legge-fornero-ultime-novita-00325071.html


1/4/15
Nonostante queste premesse, il disegno di legge Damiano e le altre autorevoli proposte seguono il loro iter, ma con quali speranze?

 Disegno di legge Damiano presentato alla Camera il 10 marzo 2015

 

http://247.libero.it/dsearch/proposta+riforma+pensioni+damiano/

http://it.blastingnews.com/lavoro/2015/03/quota-100-pensioni-nessuna-novita-su-ddl-damiano-parla-passera-non-toccate-riforma-00327347.html

http://it.blastingnews.com/lavoro/2015/04/riforma-pensioni-2015-ultime-1-aprile-poletti-promette-ma-scappa-landini-contro-renzi-00330223.html

http://www.huffingtonpost.it/news/pensioni-damiano/

 


Perché considero iniqua la concessione degli 80 euro così come è stata attuata:
- è diretta solo ai lavoratori dipendenti, ma esclude i pensionati, anche quelli sotto la soglia di povertà;
- è legata esclusivamente alla soglia del reddito e crea anomalie; per esempio chi sceglie il part-time per sua scelta di vita perché se lo può permettere  ha diritto agli 80 euro; 
- marito e moglie entrambi sotto la soglia portano a casa 160 euro; lavoratore monoreddito che supera la soglia, magari di qualche euro,  non porta a casa nulla
- dipendente che ha ricevuto un sudato aumento di stipendio resta escluso proprio per l'aumento ricevuto che fa superare la soglia; se si fosse impegnato di meno non avrebbe ricevuto l'aumento di stipendio e avrebbe ricevuto gli 80 euro.