OPZIONE DONNA
Disegno di legge di stabilità 2016
Il diritto all'opzione contributiva viene riconosciuto a quanti maturano i requisiti nel 2015

20/10/2015 (aggiornato il 29/10/2015)

Una precisazione doverosa: stiamo parlando di un disegno di legge che deve essere approvato dal parlamento entro il 31 dicembre, quindi la parola definitiva sarà data dopo la sua approvazione.
Anche se a questo punto non vedo per quale motivo questa proposta  non debba passare.
Stralciamo il comma 1 dell'art. 24 del disegno di legge di stabilità:
1. Al fine di portare a conclusione la sperimentazione di cui all’articolo 1, comma 9, della legge 23 agosto 2004, n. 243, la facoltà prevista al predetto articolo 1, comma 9, è estesa anche alle lavoratrici che maturano i requisiti previsti dalla predetta disposizione, adeguati agli incrementi della speranza  di vita ai sensi dell’articolo 12 del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122, e successive modificazioni e integrazioni, entro il 31 dicembre 2015 ancorché la decorrenza del trattamento pensionistico sia successiva a tale  data, fermi restando il regime delle decorrenze e il sistema di calcolo delle prestazioni applicati al pensionamento di anzianità di cui alla predetta sperimentazione.

Semplifichiamo: il personale della scuola che matura 57 anni e 3 mesi unitamente a 35 anni di anzianità (per la precisione anni 34, mesi 11 e gg. 16) entro il 31 dicembre 2015, può esercitare l'opzione contributiva per cessare dal servizio negli anni successivi. Quindi in pensione dal 1/9/2106 oppure, a sua scelta negli anni successivi.

 Art. 19 del disegno di legge di stabilità per il 2016

I nodi stanno venendo al pettine!
La sorpresa fu enorme quando l'INPS e l'INPDAP  con le circolari n. 35 e 37 esplicitarono un'interpretazione restrittiva e irrazionale della norma che trovate nella nota del 29/9  in questa pagina.
Dicemmo subito che avrebbe certamente scatenato il contenzioso.
Adesso si corre ai ripari: prima l'INPS con la nota carbonara, inviata solo alle sedi periferiche e ai patronati, smentisce parzialmente quanto affermato prima; l'abbiamo riferito in precedenza nella nota di questa pagina del 29/9/2015. 
Ora il governo con la legge di stabilità, sulla pressione di esponenti politici autorevoli che si erano pronunciati negativamente sull'interpretazione dell'INPS, fa il resto.
Viene riconosciuto nella giusta interpretazione il dettato dell'art. 1, comma 9 della legge 243/04 che si riporta:
9. In via sperimentale, fino al 31 dicembre 2015, è confermata la possibilità di conseguire il diritto all'accesso al trattamento pensionistico di anzianità, in presenza di un'anzianità contributiva pari o superiore a trentacinque anni e di un'età pari o superiore a 57 anni per le lavoratrici dipendenti e a 58 anni per le lavoratrici autonome, nei confronti delle lavoratrici che optano per una liquidazione del trattamento medesimo secondo le regole di calcolo del sistema contributivo previste dal decreto legislativo 30 aprile 1997, n. 180. Entro il 31 dicembre 2015 il Governo verifica i risultati della predetta sperimentazione, al fine di una sua eventuale prosecuzione.

Naturalmente tutto ora va visto in combinato con i successivi interventi che:
a) portano l'età a 57 anni e 3 mesi per applicazione del principio introdotto successivamente degli aggiornamenti alle aspettative di vita;
b) la finestra di uscita spostata di un anno, prima introdotta e poi soppressa, ma rimasta vigente per l'opzione contributiva e per i pensionamenti con requisiti maturati usufruendo della totalizzazione.

Ultima precisazione: l'arrotondamento dell'anzianità è stato soppresso,  ma è rimasto vigente in caso di opzione contributiva.

 Disegno di legge di stabilità per il 2016 e pensioni

 


29/9/2015

Chi poteva andare in pensione nel 2015 ed ha rinunciato potrà farlo nel 2016

Rispondendo ad alcuni Patronati che avevano presentato un quesito, l'INPS ha precisato con la nota 145949 del 14/9/2015 che chi aveva maturato i requisiti per esercitare l'opzione entro il 31/12/2015 e non lo ha fatto, potrà farlo anche negli anni successivi e pertanto quindi nel 2016 o successivi.
Il personale della scuola che aveva maturato 35 anni di contributi unitamente a 57 anni e 3 mesi di età entro il 31 dicembre 2014 potrà quindi esercitare l'opzione contributiva per cessare dal servizio al 1/9/2016.

L'INPS smentisce se stesso e lo fa in sordina, in ritardo e quasi per caso. L'ennesima presa in giro maldestra e arrogante. L'ennesima dimostrazione di comportamento irriguardoso nei confronti dell'utente.
La notizia proveniente da fonte attendibile, il Sole24Ore, è rimbalzata sul web.
La precisazione arriva quando ai molti danneggiati non serve più.
Chiaramente il pensiero va a quanti sono andati in pensione nel 2015 convinti che dopo il 31 dicembre 2015 non avrebbero potuto più farlo.
Ed infatti questo è quanto si erano sentiti dire in ottemperanza delle disposizioni fornite dall'INPS e dall'INPSexINPDAP con le circolari del 2012 finora mai smentite.

Finora invece ci avevano detto:
INPS - Circolare n. 35 del 14/3/2012: 
"7.2 -
Alle lavoratrici che in via sperimentale, fino al 31 dicembre 2015, possono optare, ai sensi dell'articolo 1, comma 9, della legge 23 agosto 2004, n. 243, per la liquidazione del trattamento pensionistico di anzianità secondo le regole di calcolo del sistema contributivo, a
condizione che la decorrenza del trattamento pensionistico si collochi entro il 31 dicembre 2015."

INPDAP - Circolare n. 37 del 14/3/2012:
"6.2 -
lavoratrici che accedono al pensionamento in virtù di quanto disposto dall’articolo 1, comma 9 della legge n. 243/2004, ossia che conseguono il diritto all’accesso al trattamento pensionistico di anzianità, in presenza di un'anzianità contributiva pari o superiore a trentacinque anni e di un'età pari o superiore a 57 anni (requisito anagrafico da adeguarsi, a partire dal 1° gennaio 2013, agli incrementi della speranza di vita) optando per la liquidazione del trattamento medesimo secondo le regole di calcolo del sistema contributivo (disposizione prevista, in via sperimentale, solo per pensioni decorrenti entro il 31 dicembre 2015).

Quindi era chiaramente detto che potevano esercitare l'opzione solamente se la cessazione dal servizio avveniva entro il 31 dicembre 2015.

La nota n. 145949 non è stata divulgata come sarebbe stato corretto fare,  ma inviata esclusivamente ai Patronati che avevano espresso il quesito, per cui al momento è irreperibile nel web.
Sarà pubblicata quando ne entreremo in possesso.

Riteniamo utile sottolineare che l'opzione donna è anche oggetto di proposte varie e qualcosa di nuovo potrebbe scaturire nei prossimi mesi  con una soluzione più ampia che superi i limiti di questa nuova e sorprendente posizione dell'INPS.

 

9/10/2015

Siamo in grado di rendere noto uno stralcio significativo della nota n. 145949 inviata dall'INPS ai Patronati:

OGGETTO: richiesta parere su accesso a pensione di anzianità ai sensi dell 'articolo 1, comma 9, della legge 243/2004 (regime sperimentale donne) nel 2016
...

            La cosiddetta "opzione donna" concede alle lavoratrici di acquisire il diritto al trattamento pensionistico con requisiti meno stringenti rispetto a quelli previsti dalla normativa tempo per tempo vigente, optando per un calcolo della propria pensione integralmente con le regole del sistema contributivo. Come più volte chiarito dallo scrivente Istituto alle pensioni in argomento si applica comunque la disciplina delle finestre di accesso (allo stato attuale la finestra mobile di 12 mesi per i dipendenti e di 18 mesi per gli autonomi). Come noto la finestra di accesso non è altro che un differimento della prima decorrenza utile della pensione che, quindi, impedisce la corresponsione prima che sia trascorso un determinato periodo di tempo dal raggiungimento del diritto. Una volta superato il termine della prima decorrenza utile l'assicurato può scegliere di andare in pensione in qualsiasi momento successivo, previa presentazione della relativa domanda e della cessazione del rapporto di lavoro dipendente. Tale principio generale si applica anche per le pensioni da liquidare a seguito dell'esercizio della facoltà di cui al citato articolo 1, comma 9, della 23 agosto 2004, n. 243. II termine del 31 dicembre 2015, richiamato nelle circolari 35, 36 e 37 del 2012, è, infatti, da considerarsi come il termine entro il quale deve collocarsi la prima decorrenza utile, affinché la lavoratrice possa essere ammessa a fruire del particolare regime previsto dalla norma appena richiamata. Alla luce di quanto precede, la lavoratrice richiamata nella richiesta di parere potrà avvalersi della facoltà in oggetto e accedere alla pensione, previa cessazione del rapporto di lavoro dipendente il 1° marzo 2016, essendosi aperta la propria finestra prima del 31 dicembre 2015. "

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