LEGGE DI STABILITA' 2016
Possibilità di part-time per i lavoratori
del settore privato prossimi alla pensione

20/4/2016

E' stato introdotto dal comma 284 dell'art. 1 della legge 208/15 (Legge di stabilità per il 2016):

Comma 284 dell'art. 1 della legge di stabilità

Per la sua applicazione è stato diramato il decreto interministeriale del 13/4/16 del Ministro del Lavoro d'intesa col Ministro per le Politiche Sociali.

Siamo di fronte, per l'ennesima volta, ad un provvedimento fortemente discriminatorio in quanto ne sono esclusi i dipendenti pubblici e le lavoratrici.
Vediamo in cosa consiste.
Il provvedimento consente ai lavoratori dipendenti del settore privato di trasformare il rapporto di lavoro da tempo pieno a tempo parziale con riduzione dell'orario di lavoro in misura compresa tra il 40% e il 60%.
Oltre alla retribuzione relativa al numero di ore di lavoro prestato,  viene percepito un importo pari alla contribuzione previdenziale ai fini pensionistici a carico del datore di lavoro relativa alla prestazione lavorativa non effettuata; e con il riconoscimento della contribuzione figurativa commisurata alla retribuzione corrispondente alla prestazione lavorativa non effettuata in ragione del contratto di lavoro a tempo parziale agevolato. 

Per ottenere le agevolazioni previste occorre: r
- un rapporto di lavoro a tempo pieno ed indeterminato;
- maturazione entro il 31 dicembre 2018 del requisito anagrafico per il conseguimento del diritto al trattamento pensionistico di vecchiaia;
- aver maturato i requisiti minimi di contribuzione per il diritto al predetto trattamento pensionistico di vecchiaia;
- accordo con il datore di lavoro.
Prima della sottoscrizione del nuovo contratto di lavoro il lavoratore dovrà ottenere dall'Inps la certificazione che attesti i requisiti sopra indicati.
Le agevolazioni cessano o al momento della maturazione, da parte del lavoratore, del requisito anagrafico per il conseguimento del diritto alla pensione di vecchiaia o qualora siano modificati i termini dell'accordo.
La somma ricevuta in aggiunta alla retribuzione non concorre alla formazione del reddito da lavoro dipendente e non è assoggettata ad alcuna forma di contribuzione previdenziale, inoltre al lavoratore sarà riconosciuta la corrispondente contribuzione figurativa.

Si segnala un particolare di non secondaria importanza: da nessuna parte viene esplicitato che questi lavoratori non possano accettare una seconda attività lavorativa retributita.