LA CORTE COSTITUZIONALE CON LA SENTENZA n. 174 DEL 14/7/16
 DICHIARA ILLEGITTIMA UNA NORMA INTRODOTTA PER IMPEDIRE  UN ABUSO 
A CARICO DEL SISTEMA PREVIDENZIALE

20/8/2016

E' una sentenza veramente sconcertante che ancora una volta impone una seria riflessione su un organismo come la Corte Costituzionale che dovrebbe garantire i cittadini onesti dai sopprusi e invece anche in questo caso fa barricate a favore di chi fa il furbo a danno del sistema previdenziale, quindi della comunità civile.
Certamente qualcosa non funziona nel modo giusto e toccherebbe al legislatore far sì che questo non succeda.
Se i giudici hanno fatto questa scelta perché alla luce del testo costituzionale non potevano decidere diversamente, qualcosa va modificata.
E' impensabile che lo abbiano fatto per leggerezza, ma da qualunque parte la si guardi, la sentenza per le sue conseguenze suscita solo perplessità.
E' innegabile che nella quasi totalità dei casi, i destinatari della sentenza ricevono un beneficio che è un palese regalo.
Ma dai giudici questo non è stato ritenuto determinante.

Vediamo i particolari.
Questo il raggiro, aumentato  da alcuni anni in modo preoccupante: una persona giovane, molto spesso il/la badante di una persona anziana e cagionevole di salute, sposa la persona anziana per acquisire, alla sua morte, il diritto alla pensione di reversibilità che, come sappiamo è pari al 60% di quanto in suo godimento.
E si assicura un reddito immeritato per il resto della sua vita. E il tutto in modo legale.

Per impedire questo raggiro è stato introdotto il comma 5 dell'art. 18 del decreto legge 98 del 6/7/2011 convertito poi nella legge n. 111 del 15/7/2011:
5. Con effetto sulle pensioni decorrenti dal 1° gennaio 2012 l'aliquota percentuale della pensione a favore dei superstiti di assicurato e pensionato nell'ambito del regime dell'assicurazione generale obbligatoria e delle forme esclusive o sostitutive di detto regime, nonché della gestione separata di cui all'articolo 2, comma 26, della legge 8 agosto 1995, n. 335, e' ridotta, nei casi in cui il matrimonio con il dante causa sia stato contratto ad età del medesimo superiore a settanta anni e la differenza di età tra i coniugi sia superiore a venti anni, del 10 per cento in ragione di ogni anno di matrimonio con il dante causa mancante rispetto al numero di 10. Nei casi di frazione di anno la predetta riduzione percentuale e' proporzionalmente rideterminata. Le disposizioni di cui al presente comma non si applicano nei casi di presenza di figli di minore età, studenti, ovvero inabili. Resta fermo il regime di cumulabilità disciplinato dall'articolo 1, comma 41, della predetta legge n. 335 del 1995. 

Quindi è stata introdotta la regola che a fronte di un matrimonio con una persona ultrasettantenne e maggiore di età di oltre 20 anni,  se il matrimonio è durato almeno 10 anni, la pensione di reversibilità viene corrisposta interamente, altrimenti diventa il 90, l'80, il 70% e così via per ogni anno mancante ai dieci, fino ad azzerarsi.

Ma secondo la Corte costituzionale il comma 5 parte dal presupposto che tutti questi matrimoni sono fraudolenti e per i giudici è un presupposto “fortemente dissonante rispetto all'evoluzione del costume sociale”, infatti é stato evidenziato che  nella società moderna  non è anormale che una persona anziana sposi una molto più giovane.

5. Con effetto sulle pensioni decorrenti dal 1° gennaio 2012 l'aliquota percentuale della pensione a favore dei superstiti di assicurato e pensionato nell'ambito del regime dell'assicurazione generale obbligatoria e delle forme esclusive o sostitutive di detto regime, nonche' della gestione separata di cui all'articolo 2, comma 26, della legge 8 agosto 1995, n. 335, e' ridotta, nei casi in cui il matrimonio con il dante causa sia stato contratto ad eta' del medesimo superiori a settanta anni e la differenza di eta' tra i coniugi sia superiore a venti anni, del 10 per cento in ragione di ogni anno di matrimonio con il dante causa mancante rispetto al numero di 10. Nei casi di frazione di anno la predetta riduzione percentuale e' proporzionalmente rideterminata. Le disposizioni di cui al presente comma non si applicano nei casi di presenza di figli di minore eta', studenti, ovvero inabili. Resta fermo il regime di cumulabilita' disciplinato dall'articolo 1, comma 41, della predetta legge n. 335 del 1995.
5. Con effetto sulle pensioni decorrenti dal 1° gennaio 2012 l'aliquota percentuale della pensione a favore dei superstiti di assicurato e pensionato nell'ambito del regime dell'assicurazione generale obbligatoria e delle forme esclusive o sostitutive di detto regime, nonche' della gestione separata di cui all'articolo 2, comma 26, della legge 8 agosto 1995, n. 335, e' ridotta, nei casi in cui il matrimonio con il dante causa sia stato contratto ad eta' del medesimo superiori a settanta anni e la differenza di eta' tra i coniugi sia superiore a venti anni, del 10 per cento in ragione di ogni anno di matrimonio con il dante causa mancante rispetto al numero di 10. Nei casi di frazione di anno la predetta riduzione percentuale e' proporzionalmente rideterminata. Le disposizioni di cui al presente comma non si applicano nei casi di presenza di figli di minore eta', studenti, ovvero inabili. Resta fermo il regime di cumulabilita' disciplinato dall'articolo 1, comma 41, della predetta legge n. 335 del 
Testo della sentenza n. 174 del 14 luglio 2016 della Corte Costituzionale

In mancanza di fatti nuovi, l'INPS dovrà rivedere tutte le pensioni alle quali è stata applicata la decurtazione per effetto del comma 5 e restituire quanto è stato tolto.
Una palese iniquità che priverà di risorse che potevano avere ben altra destinazione,  tenuto conto dei tantissimi anziani cagionevoli di salute che non sempre dispongono dei mezzi necessari per far fronte ai bisogni primari.
Pochi mesi fa per reperire risorse era stata presa in considerazione la possibilità di rivedere la normativa sulle pensioni di reversibilità, con immediata levata di scudi dei sindacati e prudente cambiamento di rotta del Governo.
Questa sentenza ora mette il Governo nella necessità di agire e non vorremmo che alla fine, per far quadrare i conti rispettando la sentenza, a rimetterci siano proprio quelli che non c'entrano con raggiri e cose del genere.