RESPINTO DAL TAR LAZIO IL RICORSO DEL CODACONS
avviato per chiedere l'annullamento del provvedimento del Governo Renzi
in merito alla perequazione automatica del 2012 e del 2013

30/12/2016 
Ricordiamo innanzitutto i fatti.
La Corte Costituzionale, con la sentenza n. 70 del 30/4/2015, aveva dichiarata illegittimo il provvedimento che aveva bloccato la perequazione automatica dal 1/1/2012 e dal 1/1/2013. Il governo Renzi, rendendosi conto che riconoscere il calcolo della perequazione vigente al momento del blocco avrebbe comportato una spesa difficilmente sostenibile, annullò il  blocco, ottemperando alla sentenza della Corte Costituzionale, ma rivide la procedura  per il calcolo della perequazione sostituendola con una molto meno pesante. 
Per effetto di questo provvedimento, il decreto legge n. 65 del 21/5/2015,  fu ricalcolata la perequazione prima bloccata e nell'agosto 2015 furono corrisposti degli arretrati per rimborsare agli interessati una piccolissima parte di quanto era stato perso col blocco.
Ma contro questo provvedimento, ritenuto solo un escamotage per evitare una spesa elevata che avrebbe comportato non pochi problemi, furono avviati subito dei ricorsi.
E sperando in una soluzione positiva, recentemente in tanti hanno invitato a presentare delle istanze per bloccare la prescrizione del diritto.
Nonostante la recente sentenza della Corte Costituzionale avesse sancito che il provvedimento del Governo Renzi, che di fatto aveva annullato il disastroso blocco, era assolutamente legittimo e costituzionalmente in regola.

Il TAR Lazio ora, respingendo il ricorso del Codacons, dà un colpo di scure molto forte alle speranze di quanti ancora credevano di poter recuperare per intero ciò che il blocco gli aveva sottratto.

 Sentenza del Tar Lazio n. 644 del 27/12/2016