IL DOCUMENTO UNITARIO DELLE ORGANIZZAZIONI SINDACALI
NON E' STATO PRESO IN CONSIDERAZIONE DAL GOVERNO

 

 


18/9/2017


Lunedì 16 ottobre si è svolto l'incontro decisivo tra Governo e parti sociali per definire le proposte in tema di previdenza da inserire nella prossima legge di bilancio, meglio nota come legge finanziaria. 
Risultato deludente, solo una perdita di tempo. Il documento con le richieste dei Sindacati è stato snobbato ripetendo il vecchio ritornello: mancano le risorse.
In effetti il Governo ha confermato il suo noto pensiero senza cambiare una virgola: il problema pensioni non è prioritario, pertanto non cercheremo di reperire nuove risorse, da cui deriva che le risorse necessarie non ci saranno mai. Porta sbarrata ad ogni trattativa.
E quelle disponibili saranno destinate ai problemi che hanno la precedenza sulle pensioni.
Il discorso fila alla perfezione. Si resta perplessi sulla rigidezza di questa chiusura: fino a che punto è espressione di saggezza e fino a che punto invece è testardaggine ottusa.
Mantenere la linea intrapresa di portare l'età per la vecchiaia a 67 anni dal 1/1/2019 (unico paese in Europa) è saggezza o testardaggine?
Non ridare un minimo di flessibilità ai pensionamenti anche rivedendo, tra l'altro, la scadenza dell'opzione donna è saggezza o testardaggine?
Continuare a elargire privilegi e sprechi alla politica e ai pensionati d'oro è saggezza o testardaggine? E mi fermo!

 Le proposte dei sindacati inascoltate


Vediamo comunque le conclusioni della fase due.
Ape Sociale donne: l'età richiesta per la pensione verrà abbassata di sei mesi per ogni figlio con un limite massimo di due anni.
APE sociale lavoratori a termine: l'indennità è estesa anche in caso di scadenza di un contratto a tempo determinato se il lavoratore, nei 3 anni precedenti la cessazione, ha avuto periodi di lavoro dipendente per almeno 18 mesi.
Cumulo dei contributi: viene esteso anche ai professionisti iscritti alle casse dei vari ordini.
Lavoro giovanile: riduzione del 50% dei contributi previdenziali per un triennio per i lavoratori minori di 29 anni.

 Pubblicato in Gazzetta Ufficiale il decreto sull'APE volontario