PRESCRIZIONE DEI CONTRIBUTI PREVIDENZIALI 
DEL PUBBLICO IMPIEGO

16/11/2017


Premessa
E' risaputo che da qualche anno l'INPDAP è stato assorbito dall'INPS. 
Per l'utente solo guai, nessun vantaggio di rilievo. 
L'esempio più eclatante: non è stata abrogata la legge 29/79 che impone un pesante onere per trasferire i contributi dall'INPS all'INPDAP e viceversa, solo qualche passettino in avanti con la legge sul cumulo e la totalizzazione, ma la legge 29 é sempre lì per spiegarci come fare e cosa pagare per trasferire i contributi ...  dall'INPS all'INPS.
E in questi anni nessuno si é posto seriamente il problema della sua abrogazione.
Viceversa sono tutti pronti a trovare rimedi quando si tratta di far piovere o grandinare sulla testa dei dipendenti!
Come nel caso della prescrizione di cui parleremo più avanti.

Teoricamente l'INPDAP non esiste più, ma non tutti sanno in effetti cos'era. Ed è necessario fare chiarezza anche su questo per capire cosa sta succedendo.
L''INPDAP é sorto negli anni 90 per assorbire in un'unica gestione le numerose casse previdenziali dei pubblici dipendenti:

CTPS -  Cassa dei trattamenti pensionistici ai dipendenti della Scuola e dello Stato
CPDEL - Cassa per le pensioni dei dipendenti degli enti locali
CPI - Cassa per le pensioni agli insegnanti di asilo e di scuole elementari parificate
CPS - Cassa per le pensioni degli ospedalieri
CPUG Cassa di previdenza per le pensioni degli ufficiali giudiziari

Un lavoro rimasto a metà, il gestore era uno, le anime sono rimaste tante perché ognuno mantenne le peculiarità della propria cassa di provenienza.
Anche nelle piccole cose che  potevano essere modificate con uno schiocco di dita.
Esempio: quando l'INPS ex INPDAP comunica la pensione annua concessa ad un lavoratore degli enti locali,  l'importo comprende anche la tredicesima;  quando la comunica al lavoratore della scuola o allo statale, l'importo non comprende la tredicesima. 
Risultato: se non si è esperti in materia si rischia di prendere delle cantonate.
E sono differenti anche cose più sostanziali quali la procedura e le aliquote per il calcolo della pensione, l'importo dell'onere per lo stesso riscatto ...
E la lista potrebbe continuare.

 
E veniamo alla prescrizione.
All'INPS si sono accorti che c'é una disparità di trattamento tra dipendenti pubblici e privati in materia di prescrizione dei contributi: cinque anni per i privati, dieci anni per i pubblici. E sono corsi subito ai ripari. Con la circolare n. 94 del 31/5/2017 sono state impartite disposizioni  che scaricano sulla testa degli utenti omissioni del versamento dei contributi dovuta alla nota superficialità  di gestione dei dipendenti da parte delle pubbliche amministrazioni: lo Stato si permette comportamenti che ai datori di lavoro privati costerebbero molto cari. 

 INPS Circolare n. 94 del 31/5/17 e circolare n, 169 del 10/11/17

Nella circolare si dice che a partire dal 2018 anche le irregolarità dei contributi previdenziali dei pubblici dipendenti avranno prescrizione quinquennale; ma per alcune categorie è prevista in molti casi la sanatoria, con regolarizzazione a posteriori mediante riserva matematica e con onere a carico dell'amministrazione responsabile; ma per le peculiarità di ogni cassa,  la sanatoria non riguarda tutti e pertanto per i lavoratori ex CTPS (Cassa dei trattamenti pensionistici ai dipendenti della Scuola e dello Stato)  ed  ex CPI (Cassa per le pensioni agli insegnanti di asilo e di scuole elementari parificate) i periodi che risultano non in regola e che non sono stati sanati dalle amministrazioni responsabili,  dopo la prescrizione non saranno considerati utili per la quiescenza.
A meno che, aggiungiamo, non provveda a sanare la carenza il dipendente a sue spese.

All'INPS avevano dimenticato una cosa importante: i dipendenti privati sono stati periodicamente messi al corrente della loro posizione previdenziale e comunque da sempre possono avere in pochi minuti un estratto conto molto preciso andando in un qualsiasi patronato; i dipendenti pubblici al contrario non sanno nulla, sono  stati poco e male informati  e  solo da poco possono ottenere un estratto conto della propria posizione previdenziale,  molto spesso infarcito di errori e di omissioni.
Per il personale della scuola l'INPS deve ancora oggi dipendere dai Provveditorati che devono gestire ed esaurire le domande di riscatto presentate prima del 1/9/2000.
Essendo emerso che l'applicazione della circolare n. 94 del 31 maggio avrebbe creato situazioni ingovernabili e scatenato un intricato contenzioso, è stata emanata la circolare n. 169 del 10/11/17 con lo scopo di tamponare le incoerenze.
Questa circolare sostituisce la n. 94 e ne rivede alcuni punti significativi. In particolare:
a) rinvia ad una data non anteriore al 1 gennaio 2019 l'applicazione di quanto indicato nella n. 94 in materia di prescrizione;
b) estende alla CTPS la sanatoria con regolarizzazione attraverso la riserva matematica con onere a carico dell'amministrazione pubblica e dell'INPS dei periodi senza contributi oggetto di prescrizione. In altri termini viene esteso a scuola e statali quanto già previsto nella circolare 94 per enti locali, sanità, ufficiali giudiziari: onere a carico dello Stato.
Viene esplicitato che purtroppo questa indicazione non può essere applicata anche per gli iscritti alla CPI (Cassa per le pensioni agli insegnanti di asilo e di scuole elementari parificate).