CALCOLO CONTRIBUTIVO
Nuovi coefficienti dal 1/1/2019

 

20/6/2018

E' stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 131 dell'8/6/18 il decreto ministeriale con la tabella dei nuovi coefficienti in vigore dal 1/1/2019 per il calcolo della pensione col sistema contributivo.

 Apri il decreto ministeriale del 15 maggio pubblicato nella G.U. 

 

E' l'occasione buona per ribadire ...

quanto vado dicendo da tempo sull'iniquità del provvedimento voluto da Tremonti e poi confermato dalla Fornero che prevede periodici aumenti dell'età e dell'anzianità per effetto dell'aumento delle aspettative di vita per coloro che sono sottoposti al calcolo della pensione (o comunque di gran parte della pensione) col sistema contributivo. 

Innanzitutto ricordiamo per l'ennesima volta che molto presto tutte le pensioni saranno calcolate col calcolo contributivo dal 1/1/96 in poi.
E' quanto previsto per tutti i pensionati che al 31/12/95 non avevano almeno 18 anni di contributi.
Se consideriamo che chi aveva 17 anni di contributi al 31/12/95, al 31/12/2019 ha 41 anni di anzianità, ne consegue ...
QUINDI SOLO CHI NEL 2019 VA IN PENSIONE CON PIU' DI 41 ANNI DI CONTRIBUTI EVITERA' IL CALCOLO CONTRIBUTIVO DAL 96. E DOVREBBERO ESSERE POCHISSIMI SE QUESTO GOVERNO ATTUA IL PROGETTO "QUOTA 100" E "QUOTA 41".


In questo sito trovate un applicativo in excel che permette di calcolare il funzionamento dei coefficienti nel tempo.

 Aprire l'applicativo che evidenzia gli effetti e la funzione dei coefficienti.

Basta inserire il montante contributivo e l'età alla data di cessazione, l'importo mensile ottenuto é lordo.

Esempio:
Montante: € 450.000           Età: anni 64 e mesi 7

Con gli stessi parametri il pensionato avrebbe ottenuto:
fino al 31 dicembre 2009             euro 2.091,57
dal 2010 al 2012                          euro 1.918,28
dal 2013 al 2015                          euro 1.855,97
dal 2016 al 2018                          euro 1.819,52
dal 2019 al 2021                          euro 1.792,21 

I coefficienti, infatti hanno la funzione di ridurre l'importo della pensione se aumentano le aspettative di vita.
Un giusto riequilibrio del trattamento pensionistico adeguandolo alle prospettive di durata della vita.
E allora perché infliggere anche in questo caso l'ulteriore penalizzazione alzando i requisiti per accedere alla pensione?
Un meccanismo che in questi anni ha avuto effetti molto pesanti,  portando la pensione di vecchiaia dai 66 anni del 2012 (entrata in vigore della riforma Fornero), ai 67 del 2019.

 

Un appello ai sindacati ...
Occorre rivedere il meccanismo che prevede l'adeguamento dei requisiti per la pensione alle aspettative di vita perché non tiene conto del fatto che le pensioni col calcolo contributivo sono già adeguate alle sue conseguenze.
Gli effetti dovrebbero agire solo per la parte di pensione calcolata col sistema retributivo!

Il meccanismo era stato introdotto da Tremonti nel 2009 con il comma 2 dell'art. 22-ter del decreto legge n. 78/09 poi convertito nella legge 102/09 e doveva avere i primi effetti a partire dal 2015.
Ma poi è stato modificato e anticipato al 2013:
-  prima dal comma 12-bis dell'art. 12 del decreto legge n. 78/10 convertito nella legge 122/10;
- poi dal comma 4 dell'art. 18 del decreto legge n. 98/11 convertito nella legge 111/11;
- infine dal comma 12 dell'art. 24 del decreto legge n. 201/11 convertito nella legge 214/11.

 

Aspettative di vita
Normativa di riferimento

1 - Comma 2 dell’art. 22-ter del DL n. 78 del 1/7/2009 convertito nella legge n. 102 del 3/8/2009.

2. A decorrere dal 1° gennaio 2015, i requisiti di età anagrafica per l'accesso al sistema pensionistico italiano sono adeguati all'incremento della speranza di vita accertato dall'Istituto nazionale di statistica e validato dall'Eurostat, con riferimento al quinquennio precedente. Con regolamento da emanare entro il 31 dicembre 2014, ai sensi dell'articolo 17, comma 2, della legge 23 agosto 1988, n. 400, e successive modificazioni, su proposta del Ministro del lavoro, della salute e delle politiche sociali, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, é emanata la normativa tecnica di attuazione. In sede di prima attuazione, l'incremento dell'età pensionabile riferito al primo quinquennio antecedente non può comunque superare i tre mesi. Lo schema di regolamento di cui al presente comma, corredato di relazione tecnica, é trasmesso alle Camere per il parere delle Commissioni competenti per materia e per i profili di carattere finanziario.


2 - Comma 12-bis dell’art. 12 del DL n. 78 del 31/5/2010 convertito nella legge n. 122 del 30/7/2010.

12-bis. In attuazione dell'articolo 22-ter, comma 2, del decreto-legge 1° luglio 2009, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 agosto 2009, n. 102, concernente l'adeguamento dei requisiti di accesso al sistema pensionistico agli incrementi della speranza di vita, e tenuto anche conto delle esigenze di coordinamento degli istituti pensionistici e delle relative procedure di adeguamento dei parametri connessi agli andamenti demografici, a decorrere dal 1° gennaio 2013 i requisiti di età e i valori di somma di età anagrafica e di anzianità contributiva di cui alla Tabella B allegata alla legge 23 agosto 2004, n. 243, e successive modificazioni, i requisiti anagrafici di 65 anni e di 60 anni per il conseguimento della pensione di vecchiaia, il requisito anagrafico di cui all'articolo 22-ter, comma 1, del decreto-legge 1° luglio 2009, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 agosto 2009, n. 102, e successive modificazioni, il requisito anagrafico di 65 anni di cui all'articolo 1, comma 20, e all'articolo 3, comma 6, della legge 8 agosto 1995, n. 335, e successive modificazioni, e il requisito contributivo ai fini del conseguimento del diritto all'accesso al pensionamento indipendentemente dall'età anagrafica devono essere aggiornati a cadenza triennale con decreto direttoriale del Ministero dell'economia e delle finanze di concerto con il Ministero del lavoro e delle politiche sociali, da emanare almeno dodici mesi prima della data di decorrenza di ogni aggiornamento. La mancata emanazione del predetto decreto direttoriale comporta responsabilità erariale. Il predetto aggiornamento é effettuato sulla base del procedimento di cui al comma 12-ter.

 
3 - Comma 4 dell’art. 18 del DL n. 98  del 6/7/2011 convertito nella legge n. 111 del 15/7/2011

4. All'articolo 12 del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122, sono apportate le seguenti modifiche: a) al comma 12-bis, la parola: "2015" é sostituita dalla seguente: "2013" e sono soppresse le parole: ", salvo quanto indicato al comma 12-ter,"; b) al comma 12-ter, primo periodo, le parole: "2013" e "30 giugno" sono sostituite rispettivamente dalle seguenti: "2011" e "31 dicembre" ed é soppresso l'ultimo periodo.


5 - Riforma Fornero
Comma 12 dell'art. 24 del DL n. 201 del 6/12/2011 convertito nella legge n. 214 del 22/12/2011-

12. A tutti i requisiti anagrafici previsti dal presente decreto per l’accesso attraverso le diverse modalità ivi stabilite al pensionamento, nonché al requisito contributivo di cui al comma 10, trovano applicazione gli adeguamenti alla speranza di vita di cui all'articolo 12 del decreto legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122, e successive modificazioni e integrazioni; al citato articolo sono conseguentemente apportate le seguenti modifiche: 
a. al comma 12-bis dopo le parole “e all’ articolo 3, comma 6, della legge 8 agosto 1995, n. 335, e successive modificazioni,” aggiungere le seguenti: “ e il requisito contributivo ai fini del conseguimento del diritto all’accesso al pensionamento indipendentemente dall’età anagrafica”;
b. al comma 12-ter alla lettera a) le parole “i requisiti di età” sono sostituite dalle seguenti: “i requisiti di età e di anzianità contributiva”;
c. al comma 12-quater, al primo periodo, è soppressa, alla fine, la parola “anagrafici”.

4. All'articolo 12 del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122, sono apportate le seguenti modifiche: a) al comma 12-bis, la parola: "2015" e' sostituita dalla seguente: "2013" e sono soppresse le parole: ", salvo quanto indicato al comma 12-ter,"; b) al comma 12-ter, primo periodo, le parole: "2013" e "30 giugno" sono sostituite rispettivamente dalle seguenti: "2011" e "31 dicembre" ed e' soppresso l'ultimo periodo.
4. All'articolo 12 del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122, sono apportate le seguenti modifiche: a) al comma 12-bis, la parola: "2015" e' sostituita dalla seguente: "2013" e sono soppresse le parole: ", salvo quanto indicato al comma 12-ter,"; b) al comma 12-ter, primo periodo, le parole: "2013" e "30 giugno" sono sostituite rispettivamente dalle seguenti: "2011" e "31 dicembre" ed e' soppresso l'ultimo periodo.