MA E' COSI' DIABOLICA LA RIFORMA FORNERO?

 

11/11/2018

Ricordo che usai questo termine nel 2012 per definire la riforma Fornero.
Vorrei riprendere il discorso a distanza di anni alla luce di quello che è successo e con animo più pacato.
I motivi per i quali la definii diabolica sono sempre validi e costituiscono l'impalcatura di una riforma che, però, ha pure dei meriti a volte sottovalutati o non rilevati.

Cominciamo dai difetti.
Fu fatta sotto le pressioni dell'Europa e dei mercati, non perché il sistema previdenziale fosse in pericolo imminente.
Fu fatta perché permetteva di reperire risorse certe e quantificabili subito. Poteva essere molto meno violenta e devastante se si fossero cercate risorse anche in altre direzioni più logiche, ma difficili e dall'esito incerto: non si poteva ricorrere alla patrimoniale perché Berlusconi avrebbe fatto venire meno il suo appoggio al governo Monti, né puntare a colpire l'evasione fiscale perché con gli strumenti a disposizione l'esito sarebbe stato incerto. E in quel momento servivano certezze.
E nonostante tutto,non saremmo andati lontano senza l'intervento di Draghi, quindi della BCE.
Quindi non fu Monti a salvarci dall'attacco dei mercati.

Ma il difetto più grave fu la sua rigidezza nei tempi e nei modi. Fu emanata il 23/12/2011 ed è entrata in vigore il 1 gennaio successivo.
Migliaia di persone che stavano preparando i documenti per andare in pensione, si sentirono dire che tutto veniva rimandato da 1 a 6 anni.
Furono sconvolti i programmi di migliaia di persone con cinismo, programmi a volte dovuti a problemi di salute e problemi familiari.

Proviamo a vederne gli aspetti positivi
I cambiamenti introdotti dalla Fornero in materia previdenziale guardavano al futuro e al consolidamento del nostro sistema previdenziale, se fossero stati attuati in un arco temporale di 5-7 anni, oggi sarebbero a regime e non avrebbero provocato i traumi  che conosciamo.
Sarebbero stati assorbiti benissimo se accompagnati da altri provvedimenti che ne avrebbero attutita la rigidezza: dare comunque la possibilità di accedere con requisiti minori accettando delle ragionevoli penalizzazioni.
Permettere comunque a chiunque ha problemi di salute o familiari da gestire di accedere prima alla pensione pagando un prezzo accettabile.

 Un aspetto importante finora sottovalutato:  la riforma Fornero permette di andare avanti e maturare una pensione più elevata a chi non si sente di smettere di lavorare ad un'età e con un'anzianità previste dalla preesistente normativa .
Le pensioni ottenute con i 42-43 anni o con i 67 anni sono più elevate di quelle che si potevano maturare prima.
E questa, se è una scelta propria e non è imposta, è sicuramente una cosa positiva.

Nei prossimi anni tutte le pensioni saranno calcolate col sistema contributivo dal 1 gennaio 96 alla cessazione.
Un parametro determinante per il calcolo contributivo é l'età, ovvero il coefficiente in funzione dell'età alla cessazione.
Una pensione contributiva calcolata col coefficiente per 67 anni é più elevata di quella calcolata col coefficiente per 65 anni.
Infatti il beneficio non incide solo sugli ultimi anni, ma sull'intero montante contributivo.

In conclusione i requisiti Fornero, se non imposti in modo rigido ma scelti per propria valutazione, possono essere visti come una valida opportunità.

Per una verifica di quanto vado dicendo consiglio i fogli di calcolo che trovate tra i programmi accessori dell'area riservata:
MontanteContrib.xls di ottobre2018 
CoefficientiContributivo.xls di luglio 2015 (aggiornato nel 2018)