COMUNICATO STAMPA DELL'INPS  del 11/3/2019
(Procedure per i pensionamenti del personale della scuola)

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DECRETO n. 4 del 28/1/2019
LEGGE DI BILANCIO del 30 dicembre 2018

Novità in materia di riscatti e ricongiunzioni

 

9/3/2019
L'INPS ha emanato due circolari contenenti indicazioni per l'applicazione delle novità introdotte dal decreto del 28 gennaio in materia di riscatti e ricongiunzioni.

 Circolare INPS n. 34 del 27/2/2019

Il comma 279 dell'art. 1 della legge n. 145 del 30/12/2018 (legge di bilancio) ha modificato il comma 275 della legge n. 208 del 28/12/2015, che pertanto ora diventa così (in rosso la modifica): 
275. Per i lavoratori indicati all'articolo 1, comma 117, della legge 23 dicembre 2014, n. 190, le disposizioni ivi previste si applicano anche ai lavoratori che, in seguito alla cessazione del rapporto di lavoro, siano transitati in una gestione di previdenza diversa da quella dell'INPS, compresi coloro che, transitati nel pubblico impiego ovvero nella gestione del soppresso Istituto postelegrafonici, abbiano effettuato la ricongiunzione contributiva ai sensi dell'articolo 2 della legge 7 febbraio 1979, n. 29, e risultino iscritti a forme previdenziali obbligatorie diverse dall'assicurazione generale obbligatoria, derogando al disposto dell'articolo 1, comma 115, della citata legge n. 190 del 2014 e che non abbiano maturato il diritto alla decorrenza del trattamento pensionistico nel corso degli anni 2015 e 2016.


L'art. 20, commi da 1 a 5, del decreto legge n. 4 del 28 gennaio, al momento non ancora convertito in legge e quindi soggetto a variazioni, ha introdotto novità per il riscatto di periodi validi non coperti da contribuzione.
Con apposita circolare l'INPS impartisce chiarimenti e disposizioni operative.

 Circolare INPS n. 36 del 5/3/2019

 

Ecco le disposizioni contenute nel decreto legge:
Art. 20 - Facoltà di riscatto periodi non coperti da contribuzione
1. In via sperimentale, per il  triennio  2019-2021,  gli  iscritti nella misura massima di cinque anni, anche non continuativi.

2. L'eventuale successiva acquisizione di  anzianità  assicurativa antecedente al 1° gennaio 1996 determina l'annullamento d'ufficio del riscatto  già  effettuato  ai  sensi  del  presente  articolo,   con conseguente restituzione dei contributi.

3.  La  facoltà  di  cui  al  comma  1  é  esercitata  a  domanda dell'assicurato o dei suoi superstiti o dei suoi  parenti  ed  affini entro il secondo grado, e l'onere é determinato in base  ai  criteri fissati dal comma 5 dell'articolo 2 del decreto legislativo 30 aprile 1997, n. 184.
L'onere così determinato  é  detraibile  dall'imposta lorda nella misura del 50 per cento con una  ripartizione  in  cinque quote annuali costanti e di pari importo nell'anno di sostenimento  e in quelli successivi.

4. Per i lavoratori del settore privato l'onere per il riscatto  di cui  al  comma  1  può  essere  sostenuto  dal  datore   di   lavoro dell'assicurato  destinando,  a  tal  fine,  i  premi  di  produzione spettanti al lavoratore  stesso.  In  tal  caso,  é  deducibile  dal reddito  di  impresa  e  da  lavoro  autonomo  e,   ai   fini   della determinazione dei redditi da lavoro dipendente, rientra nell'ipotesi di cui  all'articolo  51,  comma  2,  lettera  a),  del  decreto  del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917.

5. Il  versamento  dell'onere  può  essere  effettuato  ai  regimi previdenziali di appartenenza in unica soluzione ovvero in massimo 60 rate mensili, ciascuna di importo non  inferiore  a  euro  30,  senza applicazione di interessi  per  la  rateizzazione. 
La  rateizzazione dell'onere non può essere concessa nei casi in cui i  contributi  da riscatto debbano essere  utilizzati  per  la  immediata  liquidazione della pensione diretta o indiretta o nel caso in cui gli stessi siano determinanti per l'accoglimento di una domanda di  autorizzazione  ai versamenti volontari; qualora ciò avvenga nel corso della  dilazione già  concessa,  la  somma  ancora  dovuta  sarà  versata  in  unica soluzione.