Pensionamenti scuola 2020
ILLEGITTIMA LA POSIZIONE DELL'INPS
SULL'APPLICAZIONE DI QUOTA 100

 

 

10/9/2019

Normalmente l'attenzione del personale della scuola che sta per andare in pensione si concentra sulla circolare annuale che viene emanata dal MIUR generalmente nella prima decade di dicembre.
Ricordiamo (ripetita iuvant) che  gli atti formali che deve compiere il personale che cessa dal servizio sono due, entrambi da espletare on line:
1 - dimissioni dal servizio per interrompere il rapporto di lavoro con l'Amministrazione Scolastica
2 - richiesta della pensione all'INPS, Ente previdenziale che la eroga dopo aver accertato il possesso dei requisiti
Nessun atto formale invece per la liquidazione (TFS/TFR) che è un atto dovuto dell'Amministrazione dal momento della cessazione dal servizio.

Tornando alla pensione e ai due atti formali che la riguardano, precisiamo:
* 1 dimissioni:
   - possono decorrere esclusivamente dal 1 settembre successivo se si maturano i requisiti entro la fine dell'anno solare del pensionamento (31 dicembre);
   - vanno presentate on line nel periodo ed entro la data indicata dal MIUR nell'apposita circolare.
* domanda di pensione:
   - deve essere presentata all'INPS on line, meglio usufruendo del servizio di un patronato, a partire da un anno prima della data di cessazione.

Quindi i pensionati della scuola dal 1/9/2020 possono presentarla a partire dal 2 settembre 2019.
In genere la si presenta contestualmente a quella di cessazione, quindi in dicembre, nulla impedisce di farlo subito.

E veniamo alla bella sorpresa riservata agli interessati dall'INPS.

A quanti compiono i 62 anni nel 2020 e hanno cercato di inoltrare domanda per chiedere la pensione con quota 100 dal 1/9/2020, l'INPS ha bloccato la richiesta non riconoscendo il possesso dei requisiti e rispondendo con questo messaggio:
La domanda per il prodotto "pensione anticipata Quota 100" può essere presentata solo se il titolare compie 62 anni di età entro il 31/12/2019.

Quindi secondo l'INPS i requisiti devono essere maturati entro il 31/12/19 anche per chi va in pensione nel 2020 o nel 2021.

L'INPS afferma l'esatto contrario di quanto afferma il decreto  del 28 gennaio scorso che riportiamo.

Art. 14 Disposizioni in materia di accesso al  trattamento  di  pensione  con almeno 62 anni di età e 38 anni di contributi.
1. In via sperimentale per  il  triennio  2019-2021,  gli  iscritti all'assicurazione generale obbligatoria  e  alle  forme  esclusive  e sostitutive della medesima, gestite dall'INPS, nonché alla  gestione separata di cui all'articolo 2, comma 26, della legge 8 agosto  1995, n. 335, possono conseguire il diritto  alla  pensione  anticipata  al raggiungimento  di  un'età  anagrafica  di  almeno  62  anni  e   di un'anzianità contributiva minima di 38  anni, di  seguito  definita «pensione quota 100». Il diritto conseguito entro il 31 dicembre 2021 può essere esercitato  anche  successivamente  alla  predetta  data, ferme restando le disposizioni del presente articolo. Il requisito di età anagrafica di cui  al  presente  comma,  non  é  adeguato  agli incrementi  alla  speranza  di  vita  di  cui  all'articolo  12   del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito,  con  modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122.

La legge è chiara e lo ribadisce nel punto in cui si afferma che il requisito di 62 anni resta invariato negli anni successivi in quanto non viene adeguato alle speranze di vita.
La mia sensazione è che qualche funzionario, ancora sotto gli effetti del solleone, abbia confuso i requisiti previsti per quota 100 con quelli invece previsti per l'opzione donna nella quale, appunto, devono essere maturati entro il 2019.
Consiglio agli interessati di seguire la questione senza eccessivi allarmismi, sono convinto che si tratta di un abbaglio e quindi seguiranno chiarimenti.
Impossibile pensare che dietro ci siano i si dice sulle intenzioni del governo,  l'INPS non può applicare i si dice ma le leggi!

 

E adesso permettetemi sull'argomento un doppio rammarico: l'ex ministro Salvini arringa le piazze con veemenza urlando,  riferito al nuovo governo: "non pensino di ritornare alla legge Fornero,  dovranno passare sul mio cadavere!".
Innanzitutto va sottolineato che finora quota 100 si è rivelata un mezzo fallimento, le domande sono state di molto inferiori al previsto.
E poi scusate, quando il poverino parla,  sembra non sappia che la sua riforma sarà comunque abrogata per sua volontà, scade al 31 dicembre 2021.
Quindi in applicazione del suo decreto,  dal 1 gennaio 2022 è previsto il ritorno alla riforma Fornero.
E' vero che aveva promesso mari e monti in sostituzione di quota 100, ma parliamo di roboanti promesse che valgono quanto quelle sull'abolizione delle  accise sulla benzina.
Le promesse non hanno bisogno di copertura finanziaria! E i polli che abboccano si trovano sempre.