DECRETO n. 4 del 28/1/2019 su
REDDITO DI CITTADINANZA E PENSIONI
(Gazzetta Ufficiale n. 23 del 28/1/19)

28/1/2019
Finalmente abbiamo il testo definitivo del decreto legge che è stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 23 del 28 gennaio 2019. 

 Vai al testo integrale pubblicato nella Gazzetta del 28 gennaio 2019.

 Vai direttamente alla fonte ovvero alla Gazzetta del 28 gennaio 2019.

Ecco gli articoli riguardanti la previdenza:
14 - Disposizioni in materia di accesso al trattamento di pensione con almeno 62 anni di età e 38 anni di contributi
15 - Riduzione anzianità contributiva per accesso al pensionamento anticipato indipendente dall'età anagrafica. Decorrenza con finestre trimestrali
20 - Facoltà di riscatto periodi non coperti da contribuzione
21 - Esclusione opzionale dal massimale contributivo dei lavoratori che prestano servizio in settori in cui non sono attive forme di previdenza complementare
       comp
artecipate dal datore di lavoro
22 -  Fondi di solidarietà bilaterali  
23 -  Anticipo del TFS
24 -  Detassazione TFS
25 - Ordinamento degli Enti previdenziali pubblici  
26 - Fondo di solidarietà trasporto aereo

Il personale della scuola potrà cessare con le nuove norme al 1/9/2019 presentando la domanda entro il 28 febbraio.
Sono interessati coloro che sono in possesso al 31 dicembre 2019:
- dei requisiti quota 100 (art. 14 comma 7)
- dei requisiti vigenti nel 2018 per la pensione anticipata (art. 15 comma 4)
- dei requisiti opzione donna (art. 16 comma 3)

Il decreto interessa pure i lavoratori precoci (art. 17) e contiene la proroga dell'APe Sociale (art. 18).

Si attendono ora disposizioni specifiche dal MIUR.

 


ED ORA BREVEMENTE I PRINCIPALI CONTENUTI DEL DECRETO PUBBLICATO IN GAZZETTA RIGUARDANTI LA PREVIDENZA

Pensione anticipata e di vecchiaia:
Per la pensione anticipata fino al 31 dicembre 2026 non sono aggiunti i mesi previsti per le mutate aspettative di vita, pertanto i requisiti restano come nel 2018 ovvero:
- donne anni 41 e mesi 10;
- uomini anni 42 e mesi 10.
Per la pensione di vecchiaia si aggiungono invece i mesi per cui nel 2019 e 2020 per uomini e donne é fissata in anni 67.
Per la scuola viene ribadito che la finestra unica è il 1 settembre 2019 se i requisiti sono maturati entro il 31 dicembre 2019 (art. 1, comma 7).

Quota 100:
E' sperimentale ed ha la durata di tre anni: 2019, 2020 e 2021.
I  requisiti minimi richiesti sono un'età di 62 anni e un'anzianità di 38 anni.
Per il personale della scuola si devono maturare entro il 31 dicembre (entro il 31/12/19 per cessare al 1/9/2019).
Per gli altri invece:
- tre mesi dopo aver acquisito i requisiti per i dipendenti privati;
- sei mesi dopo aver acquisito i requisiti per i dipendenti pubblici.
Chi ha già maturato i requisiti al al 31/12/19, viene considerato come se li avesse maturato al 31 dicembre e pertanto la prima uscita sarà il 1 aprile (privati) oppure il 1 luglio (pubblici).
Naturalmente anzianità maturata in casse diverse può essere cumulata.
La pensione non è cumulabile col lavoro dipendente fino a quando il pensionato non matura l'età che gli avrebbe fatto conseguire la pensione di vecchiaia.
La liquidazione dei pubblici dipendenti (buonuscita/TFR) viene congelata fino a quando il pensionato non matura i requisiti previsti dalla Fornero.
Da quel momento decorre il tempo di attesa previsto dalle norme vigenti, di regola due anni).   Le singole amministrazioni possono stipulare convenzioni con le banche per anticipare il pagamento.

Opzione donna
Viene data l'opportunità dell'opzione con calcolo interamente contributivo alle lavoratrici dipendenti nate entro il 31 dicembre 1960 e alle lavoratrici autonome nate entro il 31 dicembre 1959.
Al requisito dell'età, 58 anni,  bisogna aggiungere un'anzianità di almeno 35 anni.
Naturalmente così come è formulata, la proroga dell'opzione è a numero chiuso: i requisiti 58 e 35 devono essere stati maturati al 31 dicembre 2018.

Un'altra considerazione va fatta: la decurtazione per l'opzione donna non può essere vista con lo stesso occhio di qualche anno fa, sicuramente l'incidenza è inferiore.
Prima chi optava rinunciava a maturare una pensione retributiva fino al 2011; ora chi opta rinuncia a maturare una pensione retributiva fino al 1995.

Ape Sociale
Viene prorogata per chi matura i requisiti entro il 31 dicembre 2019.


Buonuscita / TFR dei dipendenti pubblici
L'art. 23 stabilisce che per chi va in pensione con quota 100 il periodo di attesa scatterà dopo aver maturato i requisiti previsti dalla riforma Fornero.
A chi cessa con quota 100 oppure con i 41-42 anni e 10 mesi é data facoltà di chiedere un anticipo sulla liquidazione ricorrendo ad un prestito bancario per cui sarà stipulata una convenzione con le banche.
L'art. 24 prevede sgravi fiscali sulla buonuscita: gli sgravi sono proporzionali ai mesi trascorsi dalla cessazione alla riscossione e l'imponibile sul quale calcolare l'imposta non supera i 50.000.
L'imponibile è molto più basso della buonuscita lorda e il suo calcolo è piuttosto laborioso.


Riscatti
L'art. 20 introduce alcune novità in materia di riscatti.

Tagli alle pensioni?
I media si sono sbizzarriti subito a quantificare "i tagli" per chi va in pensione con quota 100 anziché con i requisiti Fornero.
Definire tagli la differenza è improprio e fuorviante. Non ci sono penalizzazioni con quota 100 come si sussurrava tempo fa e questo deve essere chiaro.
Sicuramente una pensione con 38 anni di contributi è inferiore a quella con 42-43 anni che deve avere chi matura i requisiti Fornero.
E' lapalissiano, quindi non si parli di  tagli.
Ed é improprio parlare di tagli anche per chi opta per l'opzione donna. Chi opta accetta una procedura di calcolo diversa per cui avrà una pensione più bassa.

Una cosa che va detta è sulla quale finora non è stata fatta chiarezza è un'altra: la spesa per queste pensioni non potrà nel 2019 superare il baget previsto dalla legge di bilancio. Quindi non potranno essere accolte tutte le richieste di quanti possiedono i requisiti.
Con quali criteri si dovrà limitarne il numero? Nel decreto non è detto.
Bisogna anche tener conto che non tutti quelli che hanno i requisiti chiederanno di andare in pensione, molti penso che preferiranno andare avanti a lavorare per migliorare la propria pensione. 

 Vai alla new sulla circolare congiunta  del MIUR con l'INPS del 1/2/19.

 Riforma pensioni: tanto fumo e poco arrosto. Vai alla nota