SENTENZA DELLA CORTE COSTITUZIONALE
SUL PAGAMENTO DIFFERITO DELLA BUONUSCITA  

13/5/2019

Con la sentenza del 17 aprile 2019 la Corte Costituzionale si é pronunciata respingendo il ricorso e quindi confermando la legittimità del differimento di 24 mesi del pagamento della buonuscita. 
In attesa di pubblicare la sentenza è stato emesso un comunicato con la decisione della Corte.

Leggi il comunicato con la decisione della Corte Costituzionale.


La sentenza riguarda quanti devono attendere 24 mesi (più 90 giorni a disposizione dell'INPDAP) per ricevere la prima rata della buonuscita, cioè quanti non cessano dal servizio per limiti di età o per motivi di salute.
Si ricorda che sulla normativa vigente in questo sito c'é una scheda riepilogativa molto semplice nella sezione "Schede".

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NOTA DOLENTE DI UN ROMPISCATOLE

All'inizio della storia c'erano i 90 giorni a disposizione dell'ente previdenziale per eseguire il pagamento della buonuscita. Tempi tecnici ritenuti necessari per l'iter  burocratico.
I 90 giorni sono elastici, non sono rigidi e dovrebbero variare in funzione della complessità della situazione del singolo dipendente. Se si sgarra di un giorno, automaticamente il computer calcola gli interessi legali.
I 90 giorni si aggiungono ai tempi di attesa rigidi, prima dei quali l'indennità non può essere corrisposta. I tempi rigidi sono stati sempre differenziati e quindi più favorevoli per i pensionamenti per limiti di età o per motivi di salute.

Nel 2011 il governo Monti introdusse un allungamento dei tempi di attesa rigidi e la rateizzazione, provvedimenti in verità già portati avanti da Tremonti col precedente governo,  ancor prima dell'arrivo di Monti.
CONSIDERATO CHE ORA I TEMPI DI ATTESA RIGIDI SONO STATI ENORMEMENTE DILATATI AL SOLO SCOPO DI FARE CASSA (24 oppure 12 MESI) CHE SENSO HA CONCEDERE ALL'ENTE PREVIDENZIALE 90 GIORNI PER IL PAGAMENTO?
E' pur vero che mediamente l'INPS ex INPDAP in genere la pone in pagamento entro 30/45 giorni, ma dobbiamo constatare che c'é chi la riceve dopo 10 giorni e chi invece dopo 89 giorni, a discrezione dell'ente.

Ritengo che i 90 giorni siano fuori da ogni realtà dal momento che per l'iter burocratico l'ente ha avuto 12-24 mesi di tempo.
Ridurla a 10 giorni è più che sufficiente.
E sarebbe compito del sindacato della funzione pubblica che, però, a quanto mi risulta,  finora non ha fatto nulla.