IL D.L. n. 4/2019 E LA BUONUSCITA

 

20/6/2020

Il decreto legge n. 4 del 28 gennaio 2019 poi convertito nella legge n. 26 del 28 marzo 2019 (quello che ha istituito il reddito di cittadinanza e la flat tax) ha introdotto delle novità riguardo alla buonuscita quali l'anticipo (art. 23) e la detassazione (art. 24).

Vediamo il testo dell'art. 23 del D.L. n. 4 del 28 gennaio 2019:

  1. Ferma restando la normativa vigente in materia  di  liquidazione dell'indennità  di  fine  servizio  comunque  denominata,   di   cui all'articolo 12 del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78,  convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122,  i  lavoratori di cui all'articolo 1, comma 2,  del  decreto  legislativo  30  marzo 2001, n. 165, nonché il personale degli enti  pubblici  di  ricerca, cui é liquidata la pensione quota 100  ai  sensi  dell'articolo  14, conseguono  il  riconoscimento  dell'indennità  di   fine   servizio comunque denominata al momento in  cui  tale  diritto  maturerebbe  a seguito del  raggiungimento  dei  requisiti  di  accesso  al  sistema pensionistico, ai sensi dell'articolo 24 del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22  dicembre 2011, n. 214, tenuto anche conto di quanto disposto dal comma 12  del medesimo  articolo  relativamente  agli  adeguamenti  dei   requisiti pensionistici alla speranza di vita.

  2. Sulla base di apposite certificazioni  rilasciate  dall'INPS,  i soggetti di cui al  comma  1  nonché  i  soggetti  che  accedono  al trattamento di pensione ai sensi dell'articolo 24 del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge  22 dicembre 2011, n. 214, possono presentare richiesta di  finanziamento di una somma pari all'importo,  definito  nella  misura  massima  nel successivo comma 5, dell'indennità di fine servizio  maturata,  alle banche o agli intermediari finanziari che aderiscono  a  un  apposito accordo  quadro  da  stipulare,  entro  60  giorni  dalla   data   di conversione in legge del presente decreto, tra il Ministro del lavoro e delle politiche sociali, il Ministro dell'economia e delle finanze, il Ministro per la pubblica amministrazione e l'Associazione bancaria italiana, sentito l'INPS. Ai fini del rimborso  del  finanziamento  e dei  relativi  interessi,  l'INPS  trattiene  il   relativo   importo dall'indennità  di  fine  servizio  comunque  denominata,   fino   a concorrenza dello stesso. Gli  importi  trattenuti  dall'INPS,  fermo restando quanto stabilito dall'articolo 545 del codice  di  procedura

  3.  É  istituito  nello  stato   di   previsione   del   Ministero dell'economia e delle finanze un Fondo di garanzia per  l'accesso  ai finanziamenti di cui al comma 2, con una dotazione iniziale pari a 50

  4. Il finanziamento di cui al  comma  2  e  le  formalità  a  esso connesse   nell'intero   svolgimento   del   rapporto   sono   esenti dall'imposta di registro, dall'imposta  di  bollo  e  da  ogni  altra imposta indiretta, nonché da ogni altro tributo o  diritto.  Per  le finalità di cui al decreto legislativo 21  novembre  2007,  n.  231, l'operazione di finanziamento é sottoposta a  obblighi  semplificati

  5. L'importo finanziabile é pari a 30.000 euro ovvero  all'importo spettante ai soggetti di cui al comma 2 nel caso in cui  l'indennità di fine servizio comunque denominata sia di importo  inferiore.  Alle operazioni di finanziamento di cui al comma 2 si applica il tasso  di interesse indicato nell'accordo quadro di cui al medesimo comma.

  6. Gli interessi  vengono  liquidati  contestualmente  al  rimborso della quota capitale.

  7. Le modalità di attuazione delle disposizioni di cui al presente articolo e gli ulteriori criteri, condizioni e adempimenti, anche  in termini di trasparenza ai sensi del Titolo VI del decreto legislativo1° settembre 1993, n. 385, per l'accesso al finanziamento, nonché  i criteri, le condizioni e le modalità di funzionamento del  Fondo  di garanzia di cui al comma 3 e della garanzia di ultima  istanza  dello Stato sono disciplinati con decreto del Presidente del Consiglio  dei ministri, di concerto con il Ministro dell'economia e delle  finanze, il Ministro del lavoro e delle politiche sociali e il Ministro per la pubblica amministrazione, da emanare entro sessanta giorni dalla data di conversione in legge del  presente  decreto,  sentiti  l'INPS,  il Garante per la protezione dei dati personali  e  l'Autorità  garante della concorrenza e del mercato.

  8. La gestione del Fondo di garanzia di cui al comma 3 é affidata all'INPS sulla base di un'apposita convenzione da  stipulare  tra  lo stesso Istituto e il  Ministro  dell'economia  e  delle  finanze,  il Ministro del lavoro e delle politiche sociali e il  Ministro  per  la pubblica amministrazione. Per la predetta  gestione  é  autorizzata l'istituzione di un apposito conto corrente presso la tesoreria dello Stato intestato al gestore.