Storie di ordinaria burocrazia
PENSIONAMENTI DEL PERSONALE DELLA SCUOLA
2017 = ANNO PRIMO DELL'ERA CAOTICA


5/10/2018

A partire dal 2017,  il processo di pensionamento del personale della scuola ha subito cambiamenti epocali che stanno creando una serie di problemi intollerabili a questo personale.

Premessa 
Il personale della scuola presenta sotto questi aspetti peculiarità che rendono il procedimento del pensionamento molto più difficoltoso:
1 - hanno una sola finestra d'uscita, 1 settembre, per la quale devono presentare la domanda molti mesi prima, nel 2018 entro il 20 dicembre 2017;
2 - la data entro la quale presentare la domanda non è fissa, ma viene stabilita ogni anno  e comunicata alle scuole con circolare;
3 - l'accertamento del possesso dei requisiti è a volte (non sempre, per fortuna) piuttosto complesso, soprattutto (ma non solo) per l'esistenza di quel sistema barbaro vigente e tollerato noto come precariato;
4 - il ritardo cronico nell'espletare le pratiche per il riconoscimento di periodi tramite riscatto o quant'altro: dal 1/9/2000 le domande in tal senso sono state inviate all'INPDAP (ora INPS), fino a quelle data ai Provveditorati agli Studi presso i quale giacevano in gran parte inevase; dopo l'1/9/2000 ai provveditorati è stato demandato il compito di smaltire le giacenze arretrate, ma ancor oggi non tutti ci sono arrivati;
5 - L'INPS ex INPDAP, sorta negli anni 90, non è riuscita a completare il suo archivio con anzianità e retribuzioni del personale della scuola, ancora piuttosto carente anche per le difficoltà legate alla atipicità di questo personale.


Gestione dei pensionamenti fino al 2017
I pensionamenti erano gestiti in prevalenza dall'Amministrazione scolastica, nello specifico l'ufficio Pensioni del Provveditorato in collegamento con la segreteria della scuola che gestiva il dipendente e con gli uffici dell'INPS ex Inpdap.
Accertata l'esistenza dei requisiti e quindi il diritto a cessare dal servizio, entro la fine di maggio tutto si concretizzava in un "PROSPETTO RIEPILOGATIVO DEI DATI" contenente tutti gli elementi necessari per il calcolo della pensione che veniva inviato all'INPS ex Inpdap e all'interessato.

L'INPS procedeva al calcolo della pensione mediante questi dati:

 Facsimile del Prospetto riepilogativo dei dati che predisponeva l'Amministrazione Scolastica

Di norma queste operazioni venivano espletate nei mesi di giugno/luglio.
E il tutto  funzionava in modo  accettabile.

Infatti con questi dati l'INPS emetteva nei mesi di luglio-settembre la determina col calcolo della pensione:

 Facsimile della determina dell'INPS ex INPDAP con il calcolo della pensione

Di norma queste operazioni venivano espletate nei mesi di giugno/luglio.

La determina era molto dettagliata ed esaustiva sulla parte riguardante l'anzianità di servizio, al contrario piuttosto carente sulla parte del calcolo della pensione in quanto riportava solo i risultati finali.

fig. 1

Ma questo non costituiva un problema per il dipendente, i particolari sulla sua retribuzione erano contenuti nel prospetto predisposto dal Provveditorato.
Quindi il dipendente era in possesso di tutti gli elementi necessari per controllare il calcolo della sua pensione.

Per capire le informazioni contenute in fig. 1 possono essere utili la sezione "Determina" del programma di calcolo della pensione scaricabile da questo sito oppure oppure la scheda "Determina" che si trova nella sezione "Schede".

 


2017: COMINCIA IL CAOS

A partire dal 2017 la procedura viene modificata completamente.
La responsabilità per determinare l'anzianità e le retribuzioni del dipendente viene assunta in proprio dall'INPS ex INPDAP.
E cominciano ad affiorare una serie di problemi che finiscono per rendere più difficile la vita del pensionato:

1 - l'INPS ex INPDAP apporta unilateralmente delle modifiche al calcolo della pensione di cui nessuno viene informato, le delibere del 2017 contengono delle "anomalie" che anomalie non sono in quanto volute, ma tutto viene fatto "aumma aumma", senza spiegazioni o commenti da nessuna parte per il povero dipendente;
2 - nel 2018 determinare l'anzianità pensionistica e verificare se esistono effettivamente i requisiti crea tanti problemi: al 30 giugno tra gli esclusi sono presenti molti che invece i requisiti li hanno, per cui gli uffici dell'INPS lavorano alacremente tutto il mese di agosto per rivedere le pratiche;
3 - ad agosto cominciano ad arrivare le determine a quanti era stato riconosciuto il diritto a cessare dal 1 settembre, ma il risultato è deprimente; sono frequenti gli errori di calcolo ma il dipendente non è in grado di far alcun controllo, in quanto le determine contengono solo i calcoli finali (vedi figura 1).

Osserviamola: le tre quote di pensione dipendono dalle relative retribuzioni di riferimento:
Quota A = 39.204,67 x 0,377 = 14.780,08 (retribuzione alla cessazione e percentuale x anzianità al 31/12/92)
Quota B =  41.735,15 x 0,9 : 13 x 12 = 3.756,16 (media decennale  e percentuale x anzianità  1993-97) +
                41.735,15 x 0,25 .13 x 12 = 10.517,26 (media decennale ridotta e percentuale x anzianità  1998-2011)
                Totale quota B = 13.175,47
Quota C = 86.201,09 x 5,1868 : 13 x 12 = 4.127,15 (montante dei contributi  2012-18  e percentuale per l'età alla cessazione)

Il dipendente che vuole effettuare un controllo del calcolo della pensione, non è in grado di farlo.
Può controllare l'esattezza delle percentuali osservando la pagina della determina con l'anzianità.
Ma non può controllare il calcolo delle retribuzioni perché la determina non contiene nessuna indicazione; è stato saltato un passaggio che prima consisteva nello specchietto riepilogativo di cui sopra che i provveditorati predisponevano e inviavano anche al dipendente.
L'INPS ex INPDAP non ha predisposto nulla per comunicare al dipendente le retribuzioni adoperate dimostrando poco o nessun rispetto per le persone che gestisce dal punto di vista previdenziale.
Ed è, al momento, assolutamente impossibile risolvere questo problema scaricando da internet l'estratto conto dei contributi.

 

COSA POSSIAMO FARE?

Premesso, come si diceva prima, che quest'anno sono aumentati i casi di errori di calcolo, per mettersi al riparo si consiglia a tutti i pensionati dal 1 settembre di fare il controllo della determina.
Il dipendente ha il diritto di ricevere il dettaglio delle retribuzioni adoperate dall'istituto per il calcolo e chiedendole ai sensi della legge 241/90 l'INPS le deve inviare entro 30 giorni.

In alternativa (ma sarebbe meglio in aggiunta) a quanto sopra, é possibile chiedere alla direzione Provinciale del Tesoro il prospetto degli importi di diritto, è opportuno chiederlo tramite la scuola oppure andare di persona dove devono solo stampare i dati in archivio nel sistema informatico dal 1/1/93 al 31/8/2018, operazione che richiede solo pochi minuti.

Naturalmente con questi elementi bisogna rivolgersi al proprio sindacato per il controllo oppure farlo di persona utilizzando i programmi di calcolo disponibili in questo sito oppure altri programmi informatici. Non é semplice, ma con un po' di pazienza ...
Comunque qualsiasi sindacato  che si rispetti, fornendo i dati necessari, deve garantire un affidabile servizio per il  controllo della pensione.
A volte, ma non sempre, anche nei Patronati si può trovare un aiuto, provare.

 Facsimile del prospetto con gli importi di diritto da chiedere al Tesoro

 

Precisiamo che:
a) per chi ha diritto al retributivo fino al 31/12/2011 occorrono le retribuzioni  degli ultimi 10 anni;
b) per chi ha diritto al retributivo fino al 31/12/1995 occorrono le retribuzioni  dal 1/1/1993 alla cessazione.

Aggiungiamo che le informazioni devono permettere  al dipendente di determinare annualmente:
a) la retribuzione complessiva maggiorabile del 18%;
b) la retribuzione complessiva non maggiorabile del 18%;
c) la retribuzione accessoria

Per ulteriori chiarimenti vedere nella sezione Schede di questo sito la scheda "Retribuzione pensionabile 1".

 Scheda con indicazioni sulla tipologia della retribuzione