F.A.Q.

18/4/19 - Col messaggio n. 1551 del 16/4/2019 l'INPS ha risposto in forma di FAQ ai quesiti più ricorrenti riguardanti la quota 100.
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PENSIONAMENTI 2019: LE DOMANDE PIU' RICORRENTI

(Tutte le risposte sono riferite al personale della scuola)

 

1/3/19 12) Chi compie i 65 anni entro il 31/8/19 e matura i requisiti per la pensione anticipata entro il 31 dicembre 2019 deve essere dimesso dal servizio d'ufficio?
Questa norma è sempre vigente. Infatti il MIUR con la nota 8193 del 27/2/19 ha precisato che chi compie l'età e matura i 41 anni e 10 mesi se donna oppure i 42 anni e 10 mesi se uomo, deve essere dimesso d'ufficio.
La precisazione è dovuta perché nella circolare sui pensionamento di novembre scorso il MIUR aveva indicato i requisiti allora vigenti e cioè 42 anni e 3 mesi per le donne e 43 anni e 3 mesi per gli uomini.

Con questa nota il MIUR non ha risolto un altro dubbio: e chi matura la pensione anticipata con quota 100. E' da ritenere che si dovrebbe applicare lo stesso principio, ma la nota ministeriale non lo prende in considerazione, lasciando intendere che questo caso non fa scattare le dimissioni d'ufficio.
E' una dimenticanza o una cosa voluta? Nel secondo caso il MIUR avrebbe dovuto perlomeno spiegare il perché di questa scelta.
Azzardiamo: perché quota 100 é sperimentale e transitoria? Oppure perché quota 100 è legata ad un baget di spesa per cui è una possibilità, non una certezza?
Peccato che la circolare su questo non ha fatto chiarezza.

19/2/19 11) Docente in pensione con quota 100, per ricevere la buonuscita deve prima spettare i requisiti per la pensione di vecchiaia.  A quel punto l'attesa sarà di un anno o di due anni prima di ricevere la prima rata?

A  mio avviso deve aspettare un anno, come previsto per chi va in pensione con i requisiti per la vecchiaia.
E' vero che essendo la pensione quota 100 una pensione anticipata, come tale l'attesa dovrebbe essere di due anni.
Ma ai fini della buonuscita il ricevimento della buonuscita è legato ai requisiti Fornero e non ai requisiti quota 100.
E i requisiti Fornero prescrivono per la pensione di vecchiaia l'attesa di un anno.
Qualora l'INPS, sempre pronto a portare acqua al suo mulino, fosse di idea diversa, ci sarebbero gli estremi per un bel ricorso sicuramente vincente.
E' sperabile che l'INPS, magari pressata dai quesiti degli interessati, esca presto con circolare e chiarisca tutto.

19/2/19  10) Corresponsione della liquidazione (TFS/TFR) ai pensionati con quota 100.
Docente donna che andrà in pensione con 62 anni di età e 38 di anzianità, per la buonuscita dovrà attendere di maturare i 67 anni oppure i 41 anni e 10 mesi?

Il comma 1 dell’art. 23 dice testualmente:
1. Ferma restando la normativa vigente in materia di liquidazione dell'indennità di fine servizio comunque denominata, di cui all'articolo 12 del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122, i lavoratori di cui all'articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, nonché il personale degli enti pubblici di ricerca, cui è liquidata la pensione quota 100 ai sensi dell'articolo 14, conseguono il riconoscimento dell'indennità di fine servizio comunque denominata al momento in cui tale diritto maturerebbe a seguito del raggiungimento dei requisiti di accesso al sistema pensionistico, ai sensi dell'articolo 24 del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214, tenuto anche conto di quanto disposto dal comma 12 del medesimo articolo relativamente agli adeguamenti dei requisiti pensionistici alla speranza di vita.

La mia interpretazione è che è valido sia il requisito per la pensione anticipata (41 anni e 10 mesi donne - 42 uomini  e 10 mesi bloccati fino al 2026) sia quello per la pensione di vecchiaia, 67 anni + i mesi che saranno aggiunti a partire dal 2021 per aspettative di vita.
Occorre però precisare che l'anzianità, andando in pensione, resterà ferma e quindi il raggiungimento del requisito per la pensione anticipata è solo teorico; infatti la legge usa il condizionale "sarebbe maturato", da intendere nel senso "sarebbe maturato se fosse rimasto in servizio".

Naturalmente dal raggiungimento del diritto scatterà il periodo di attesa previsto di 2 anni + max 3 mesi per la pensione anticipata oppure un anno + max 3 mesi  in caso di requisiti per la pensione di  vecchiaia.
Il periodo di attesa stabilito non è stato abrogato.

C’è chi afferma il contrario facendo questa obiezione: per chi va in pensione l’anzianità pensionistica non aumenta più, quindi non potrà mai maturare i requisiti per la pensione anticipata, per cui l’unico traguardo che potrà raggiungere da pensionato è l’età per la pensione di vecchiaia. E solo a questo punto avrà diritto alla buonuscita.

Non sono d’accordo su questa affermazione e mi appello alla ratio legis.
Se il legislatore avesse voluto affermare questo principio avrebbe dovuto dire “… sino alla maturazione dei requisiti per la pensione di vecchiaia previsti dal comma 24  …);  invece il legislatore ha fatto chiaramente riferimento ad entrambe le possibilità, entrambi i requisiti; quindi ha considerato entrambi i traguardi raggiungibili.
e volutamente non ha detto “maturerà”,  ma ha detto "sarebbe maturato".
Quindi il concetto espresso à: sarebbe maturato se fosse rimasto in servizio.

A questo punto conta essenzialmente l’interpretazione dell’INPS.
Io sono convinto e fiducioso, ma do questo consiglio gli interessati, ovvero coloro che andranno in pensione con quota 100: devono presentare un quesito all’INPS ai sensi della legge 241/90.
L’INPS a questo, come possiamo prevedere,  emetterà una nota di chiarimento. Solo così sapremo in anticipo il finale di questa storia.
E vissero tutti felici e contenti? Penso proprio di sì.  

6 9) Come si calcola la pensione con quota 100? Esiste un programma idoneo per il calcolo?
Non é necessario alcun programma apposito, il calcolo si esegue con le norme esistenti.
Poiché chi va in pensione nel 2019 con 38 o poco più anni, non poteva avere 18 anni di anzianità nel 95. Quindi è un normalissimo calcolo con procedura  retributiva fino al 1995 e calcolo contributivo dal 1996 alla cessazione.
Chi aveva 18 anni di anzianità nel 1995, nel 2019 dovrebbe averne 42, quindi poco interessato a quota 100.

Non esiste alcuna decurtazione ricorrendo a quota 100. I media hanno fornito una pessima informazione parlando di "svalutazione della pensione" e fornendo tabelle.
In effetti si riceve quello cui si ha diritto secondo le regole esistenti dal 1995.
1 - E' evidente che se si va in pensione con 38 anni di lavoro si riceve una pensione inferiore a quella di chi matura i requisiti Fornero e va in pensione con 42-43 anni di lavoro. Con 5 anni in meno la differenza ha una certa consistenza da non sottovalutare.
2 - A parità di contributi versati, é evidente che andando in pensione a 62 anni anziché 67 si riceve di meno. Il calcolo contributivo é fondato sui "coefficienti di trasformazione" legati all'età alla data di cessazione. Attualmente il coefficiente relativo a 62 anni é 4,79%, mentre quello a per 67 anni é 5,604% ed infine quello relativo a 71 anni é 6,513. Differenze non certo trascurabili.

6 8) Nel 2020 maturerò  63 di età e 37  anni di anzianità (quota 100). Potrò andare in pensione?
No, oltre a quota 100 i parametri minimi che occorrono sono 62 anni di età e 38 anni di anzianità.

67)  Maturerò  62 di età e 40  anni di anzianità nel 2022. Potrò usufruire della quota 100?
No, nel 2023 dovrà avere i requisiti Fornero che sono congelati a 41 (donne) o 42 (uomini) e 10 mesi.
La quota 100 é in vigore solo fino al 2021. La riforma Fornero é stata cancellata solo a chiacchiere.

66)  Nel 2020 maturerò 40 anni di anzianità e 62 anni di età. Ho convenienza a optare per quota 100 oppure aspettare un anno e andare in pensione con 41 anni e 10 mesi.
Optare per quota 100 invece di andare in pensione con i requisiti Fornero non comporta disagi rilevanti.
Naturalmente lavorando un anno in meno l'importo della pensione é minore.
Per il resto per chi va in pensione con quota 100 la limitazione più significativa é quella di non poter lavorare da pensionato.

65E' la possibilità di andare in pensione con 41 anni di anzianità pensionistica indipendentemente dall'età.
E riconosciuta ai c.d. lavoratori precoci.
Era stata presa in considerazione per l'ultima riforma da questo governo, ma poi accantonata per ragioni economiche. 

64) Donna che ha  maturato al 31/12/2018 i 58 anni di età unitamente ai 35 di anzianità, quindi può optare per l'opzione donna. 
    Può andare in pensione nel 2020 invece del 2019.
SI. Lo conferma la circolare dell'INPS n. 11 del 28/1/19 al punto 3.

63)  Per la pensione anticipata nel 2019 non si aggiungono i mesi per aspettativa di vita?
SI, restano i requisiti vigenti nel 2018 (41/42 e 10 mesi) restano in vigore fino al 2026. La prossima variazione per aspettative di vita  sarà introdotta nel 2027.

62) Docente donna che ha presentato domanda di dimissioni volontarie entro il 12/12/2018 con il requisito di 42 anni e 3 mesi. Per raggiungere tale requisito la docente ha presentato domanda di riscatto di un periodo di 5 mesi. Alla luce della nuova normativa che ha ridotto il requisito per la pensione anticipata a 41 anni e 10 mesi, la docente può rinunciare ai 5 mesi di riscatto e cessare dal 1/9/2019?
Il caso avrebbe potuto essere oggetto della circolare del MIUR perché, pur essendo la questione di competenza dell’INPS, era concordata MIUR/INPS.
Ma nella circolare non é previsto.
Teoricamente la soluzione dovrebbe essere semplice.
L’INPS, in collegamento con il MIUR, deve entro il mese di maggio controllare le domande presentate e verificare se il richiedente al 31 dicembre  ha i requisiti previsti dalla legge.
E sa bene che ora i requisiti sono 41 e 10.
Per cui  dovrebbe chiedere all’interessata se intende comunque procedere con il riscatto.
Ma potrebbe anche procedere con il riscatto e corrispondere la pensione per 42 anni e 3 mesi e a quel punto tornare indietro sarebbe veramente problematico.
Per risolvere questo problema Io consiglierei di presentare all’INPS un’istanza di questo tipo:
… avendo presentato in data x richiesta di riscatto di un periodo al fine di maturare i requisiti vigenti al momento della presentazione della domanda di cessazione dal servizio, considerato  che i requisiti sono nel frattempo cambiati per effetto dell’art. 15 del decreto n. 4 del 28/1/19,  chiede di verificare quanto esposto e se si conferma corretto per cui non è più indispensabile per maturare i requisiti, di revocare la richiesta di riscatto.  

61No, il decreto legge deve essere convertito in legge dal Parlamento entro 60 giorni, altrimenti decade e si ancella tutto.
E' esecutivo per cui deve essere applicato e in questa fase è legge. 
Inoltre passando in Parlamento  potrebbe subire delle modifiche.