UNA RECENTISSIMA SENTENZA DEL TRIBUNALE DI AVEZZANO
ANNULLA DUE CESSAZIONI D'UFFICIO DISPOSTE DALL'AMMINISTRAZIONE 
ED IMPONE AL MIUR IL REINTEGRO E IL PAGAMENTO DELLE SPESE


22/4/2018

E' di questi giorni una sentenza che fa riflettere, ampiamente riferita nel web, in qualche caso in modo impreciso e fuorviante.
In effetti la sentenza è stimolante e riguarda due insegnanti che avevano presentato un ricorso sostenute dalle UIL Scuola ed hanno ottenuto una sentenza favorevole.
Vediamo i fatti: le insegnanti al momento dell'entrata in vigore della riforma Fornero avevano maturato i requisiti per la pensione di vecchiaia: 61 anni di età e almeno 20 anni di anzianità.
Come previsto dalla legge, mantenevano il diritto acquisito e non venivano toccate dalla riforma Fornero. Ma questo si ritorcerà a loro danno.
Infatti applicando le disposizioni vigenti, al compimento dei 65 anni scattano le dimissioni d'ufficio imposte dalle norme vigenti.
Sottolineo: non sarebbe successo se fossero stati due maschi perché per gli uomini 61 anni nel 2011 non costituiscono requisito per ottenere la pensione di vecchiaia.
Ma le due insegnanti, avendo un'anzianità di servizio non elevata, chiedono ed ottengono il prolungamento di servizio di due anni previsto dal comma 2 dell'art. 1 del D.lgs n. 165/2001.
Purtroppo nel 2014 interviene un provvedimento molto criticabile del governo Renzi che abroga il prolungamento di servizio.
Criticabile perché contraddittorio: mentre da una parte Renzi in quei giorni nega caparbiamente il pensionamento ai quota 96, dall'altra colloca in pensione forzata persone che avevano scelto di restare in servizio pur avendo i requisiti per ottenere la pensione. 
L'aspetto sorprendente di questa storia è che annulla anche le concessioni ottenute che dovevano diventare attive dal 1/9/2014, ottenute da molti dipendenti nel rispetto della normativa vigente fino a giugno 2014.
Su questo provvedimento io intervenni su questo sito con la new del 8/9/14, ma nessuno si mosse...  
Stupenda la tempistica: il decreto di giugno 2014 fu convertito in legge l'11 agosto e molti docenti che avevano già preparato la cartella per riprendere la scuola, al rientro dalle ferie si ritrovarono in pensione con decorrenza 1 settembre.

 New del 8/9/2014 sul decreto legge n. 90 del 24/6/14 convertito nella legge n. 114 del 11/8/2014


Anche le due insegnanti vincitrici del ricorso furono collocate in pensione dal 1/9/14, annullando la concessione fatta dall'Amministrazione qualche mese prima.
Il ricorso è stato impostato sulla discriminazione attuata dalla legge: solo le donne potevano essere dimesse per aver compiuto 61 anni nel 2011 (prima dell'entrata in vigore della  riforma Fornero);  gli uomini invece dovevano essere dimessi d'ufficio se nel 2011 avevano compiuto 65 anni e non 61.
E' evidente la discriminazione, tanto di cappello alla sentenza.

Però ... scusatemi,  ma qualcosa non mi quadra.
Quella norma, nata per favorire le donne permettendo loro di andare in pensione nel 2011 a 61 anni, senza dover aspettare come gli uomini i 65 anni, è profondamente discriminatoria nei confronti degli uomini e non nei confronti delle donne.

Oppure dobbiamo concludere che le valutazioni sono differenti se la stessa norma reca un danno oppure  produce un vantaggio? Assurdo!
E se nel 2011 un uomo di 61 anni,  al quale veniva negato il diritto di accedere alla pensione riconosciuta perché questo diritto era riconosciuto solo alle donne,  avesse presentato lo stesso ricorso allo stesso tribunale e davanti allo stesso giudice?

La mia ultima domanda non è capziosa.
Il problema si ripresenta se osserviamo i requisiti della Fornero per la pensione anticipata: attualmente uomini anni 42 e mesi 10, donne anni 41 e mesi 10.
La sentenza di Avezzano ci conferma che è discriminatoria.
La prova? Qualche anno fa un provvedimento europeo definiva questa norma discriminatoria nei confronti degli uomini ed ammoniva il governo italiano a provvedere modificandola per evitare sanzioni.
Anche in quel caso ne diedi notizia in questo sito, ma da allora non è successo nulla.
Il governo Renzi non ha fatto nulla, l'Europa non é tornata alla carica.
E i sindacati? Non mi risulta abbiano fatto qualcosa.

 

 New del 18/3/2013 sull'ammonimento dell'Europa per la discriminazione della legge Fornero sui requisiti per la  pensione anticipata