COSA E' OPPORTUNO CHIARIRE SULL'ANZIANITA'

Il personale della scuola durante tutta la sua attività lavorativa si sente continuamente messo di fronte a questo concetto. In effetti viene continuamente tirata in ballo la sua anzianità di servizio. Quando è ancora giovane comincia l'approccio con un altro termine: anzianità di carriera.
Quando non è più tanto giovane comincia a raffrontarsi con un altro termine: anzianità pensionistica. E quando sta per andare in pensione se è in regime di TFS (buonuscita)  inevitabilmente si scontra con un termine nuovo: anzianità per la buonuscita.
MA QUANTE ANZIANITA' ESISTONO?
Effettivamente tante ed ognuna si calcola con criteri specifici, per cui il risultato finale è in genere differente dall'uno all'altro caso.
Ma in questa sede ci preme chiarire  soprattutto l'anzianità di carriera.

ANZIANITA' DI CARRIERA
Determina lo stipendio, ovvero la fascia stipendiale in cui si trova il dipendente.
Periodicamente l'Amministrazione scolastica emette un decreto di ricostruzione di carriera che invia al dipendente e al Tesoro, cioè a chi è preposto a corrispondere lo stipendio. I criteri per determinarla sono a volte complessi e sono stati spesso causa di contenzioso.
Dal 1/1/96 la carriera del personale della scuola prevede un passaggio si classe (i c.d. gradoni) maturando un'anzianità di anni 0 - 3 - 9 - 15 - 21 - 28 - 35.
Dal 2010 è stata abolita la classe 3 e pertanto i passaggi di classe sono determinati alle anzianità di anni 0 - 9 - 15 - 21 - 28 - 35.

Per i dirigenti scolastici, economicamente agganciati al contratto della Dirigenza Statale, non esiste progressione di carriera per anzianità per cui lo stipendio è identico qualunque sia l'anzianità di servizio;  la differenza retributiva è determinata dalla complessità dell'istituzione scolastica in cui prestano servizio.

Per i dipendenti pubblici generalmente non esiste progressione di carriera per anzianità, le differenze retributive sono determinate dalla complessità della retribuzione, in particolare della parte accessoria.

E' lecito chiedersi come mai la carriera per anzianità esista per il personale della scuola.
La struttura del lavoro, soprattutto dei docenti, è stata vista finora come un ostacolo alla possibilità di diversificare le retribuzioni con altri criteri.
E tutti i tentativi finora fatti in questa direzione si sono miseramente subito arenati.

Infine si deve segnalare un'anomalia che se non fosse illogica si potrebbe definire comica: l'anno solare 2013 non produce anzianità di carriera.
Aveva avviato Tremonti nel 2010 l'operazione di bloccare l'anzianità del personale della scuola, l'aveva portato a termine il magnifico duo Monti-Fornero. Grazie alla presa di posizione dei sindacati, il blocco è stato successivamente tolto, ma alla fine è arrivata la ciliegina di Letta che aveva bloccato il 2013.
E non si prevede la possibilità di una soluzione, si ha la sensazione che i sindacati della scuola se lo siano dimenticato.

ANZIANITA' PENSIONISTICA
Si calcola con criteri complessi e completamente diversi da quelli dell'anzianità di carriera.
Non dipende solo dal servizio, ma anche da qualsiasi attività lavorativa e dal riconoscimento di periodi riscattabili o comunque riconoscibili.
Serve per determinare i requisiti per l'accesso alla pensione:  pensione anticipata, quota 100, opzione donna.
Non è determinante per l'accesso alla pensione di vecchiaia.
L'anzianità è anche elemento determinante per quantificare l'importo della pensione col calcolo retributivo in via di estinzione.
Non ha incidenza nel calcolo contributivo.

ANZIANITA' AI FINI DELLA BUONUSCITA
E'  determinata con criteri differenti dalle altre ed è utile per calcolare l'importo della buonuscita (TFS).
Non é determinante per chi è in regime di TFR.