BONUS INABILITA' LEGGE 335/95

31/10/2013

Premessa
Il bonus è un periodo di anzianità aggiuntiva di cui usufruiscono coloro che vanno in pensione per inabilità permanente e assoluta ad ogni attività lavorativa ai sensi della legge 335/95. Si può usufruire del bonus fino al limite di un'anzianità contributiva complessiva di 40 anni.
Fino al 31 dicembre 2011 per il calcolo del bonus vigevano due regimi:
1 - personale che al 31/12/95 aveva maturato un'anzianità pensionistica di almeno 18 anni: il bonus veniva calcolato come differenza tra l'età alla cessazione e l'età di 65 anni, naturalmente escludendo l'eventuale eccesso di anzianità complessiva superiore a 40 anni;
2 - personale che al 31/12/95 aveva maturato un'anzianità contributiva inferiore a 18 anni: il bonus veniva calcolato come differenza tra l'età alla cessazione e l'età di 60 anni,  escludendo l'eventuale eccesso di anzianità complessiva superiore a 40 anni.

Nel caso 1) il bonus costituiva anzianità aggiuntiva per il calcolo retributivo e quindi aveva come effetto un aumento della percentuale di calcolo della quota B (calcolata sulla media retributiva degli ultimi 10 anni).
Nel caso 2 il bonus veniva utilizzato per il calcolo della quota C, quella contributiva, per cui il bonus veniva convertito in retribuzioni figurative ed aveva effetto nel calcolo del montante contributivo.
Il caso 1 naturalmente era ad esaurimento:  tutti quelli che al 31/12/95 avevano almeno 18 anni di anzianità, entro pochi anni avrebbero maturato i 40 anni che continuano a rappresentare un limite nei casi di pensione di inabilità.

Applicando quanto indicato dalla legge 335/95 per la pensione contributiva, si considera il punto 2) superato a partire dal 1/1/2012, entrata in vigore della riforma Fornero.
Infatti la riforma Fornero introduce per tutti il  calcolo contributivo dal 1/1/2012.
E l'INPAD esplicita questa indicazione al punto 15 della circolare n. 37 del 14 marzo 2012.

15. Inabilità a qualsiasi attività lavorativa ai sensi della legge n. 335/1995
Come precisato al paragrafo 4 della presente circolare, la quota di pensione riferita alle anzianità contributive maturate a decorrere dal 1° gennaio 2012 è calcolata con il sistema contributivo. Di conseguenza, per le pensioni di inabilità in oggetto con decorrenza successiva al 1° gennaio 2012, la relativa maggiorazione si calcola secondo le regole del sistema contributivo ossia nei limiti di un’anzianità contributiva complessiva non superiore a 40 anni e riferita al periodo mancante al raggiungimento del sessantesimo anno di età (articolo 1, comma 15, della legge n. 335/1995).

Si riporta il testo del comma 15 dell'art. 1 della legge 335/95:
15. Per il calcolo delle pensioni di inabilità secondo i sistemi di cui ai commi da 6 a 12, le maggiorazioni di cui all'articolo 2, comma 3, della legge 12 giugno 1984, n. 222, si computano, secondo il sistema contributivo, per l'attribuzione di un'anzianità contributiva complessiva non superiore a 40 anni, aggiungendo al montante individuale, posseduto all'atto dell'ammissione al trattamento, un'ulteriore quota di contribuzione riferita al periodo mancante al raggiungimento del sessantesimo anno di età dell'interessato computata in relazione alla media delle basi annue pensionabili possedute negli ultimi cinque anni e rivalutate ai sensi dell'articolo 3, comma 5, del D.Lvo 30 dicembre 1992, n. 503. Per la liquidazione del trattamento si assume il coefficiente di trasformazione di cui al comma 14.

2. Il comma 6 dell'art. 1 della legge 335/95 istituisce il calcolo contributivo entrato in vigore per tutti dal 1/1/2012:
6. L'importo della pensione annua nell'assicurazione generale obbligatoria e nelle forme sostitutive ed esclusive della stessa, è determinato secondo il sistema contributivo moltiplicando il montante individuale dei contributi per il coefficiente di trasformazione di cui all'allegata tabella A relativo all'età dell'assicurato al momento del pensionamento. Per tener conto delle frazioni di anno rispetto all'età dell'assicurato al momento del pensionamento, il coefficiente di trasformazione viene adeguato con un incremento pari al prodotto tra un dodicesimo della differenza tra il coefficiente di trasformazione dell'età immediatamente superiore e il coefficiente dell'età inferiore a quella dell'assicurato ed il numero dei mesi. Ad ogni assicurato è inviato, con cadenza annuale, un estratto conto che indichi le contribuzioni effettuate, la progressione del montante contributivo e le notizie relative alla posizione assicurativa nonché l'ammontare dei redditi di lavoro dipendente e delle relative ritenute indicati nelle dichiarazioni dei sostituti d'imposta.

Pertanto dal 1/1/2012 per il bonus si potrà far riferimento esclusivamente all'età di 60 anni.
E, naturalmente il bonus è utilizzabile per il calcolo della quota contributiva, per cui viene convertito in retribuzioni figurative.

 

Un'ultima considerazione: la normativa preesistente ha sempre indicato 40 anni di anzianità complessiva come limite per il bonus. Correttissimo, 40 era per legge il limite di anzianità per il calcolo della pensione. Questo limite é stato abrogato con la riforma Fornero. 
Ma l'INPDAP non ne tiene conto nel caso di pensione di inabilità. 
Per eliminare questa anomalia occorrerebbe un apposito dispositivo legislativo.

Penso che il parere di un legale che valuti se ci sono gli estremi per un ricorso sia più che opportuno.

 

 

 

 

 

 

 

 

 nel senso che col tempo, nell'arco di pochi anni era destinato a sparire, come sarebbe avvenuto col calcolo interamente retributivo: fra pochi anni col regime vigente per il personale della scuola,  tutti quelli che al 31/12/95 avevano almeno 18 anni saranno in pensione.