BUONUSCITA: I TEMPI DI ATTESA

Circolare n. 73 del 5/6/2014 dell'INPS ex INPDAP con le indicazioni operative relative ai tempi d'attesa e alla diluizione in due/tre rate della buonuscita/TFR dei dipendenti pubblici. 

Circolare n. 79 del 23/6/2014 dell'INPS ex INPDAP con le indicazioni operative relative ai tempi d'attesa del personale in esubero cessato dopo il 31/12/2011 con i requisiti vigenti prima della riforma Fornero.

 

 

NORMATIVA VIGENTE DAL 2013
I tempi di attesa
e la corresponsione in più rate sono disciplinati:
a) dall’art. 3 del D.L. n. 79/97,  convertito con modifiche nella legge n. 140/97
b) dai commi 484 e 485 dell'art. 1 della legge n. 147/13 (legge di stabilità per il 2014)

Tipo di cessazione

Tempi di attesa

1 – pensionamenti di vecchiaia 
2 – cessazioni dopo aver maturato al 31/8  il limite di età previsto dall'ordinamento di appartenenza (65 anni)
3 - cessazioni d'ufficio imposte dall'amministrazione per limiti di servizio ai sensi dell'art. 72 del DL 112/08

Cessazione entro il 2013
oppure cessazione dopo 2013 ma con requisiti maturati entro il 2013
6 mesi (+max 90 gg.)

Cessazione e requisiti posteriori al 2013
12 mesi (+max 90 giorni)

1 - pensione anticipata senza aver maturato al 31/8  il limite di età previsto dall'ordinamento (65 anni)
2 – cessazione con opzione contributiva
3 – licenziamento del dipendente


24 mesi
(+ max 90 giorni)

1– cessazioni per inabilità fisica
2 – decesso del dipendente
3 - decadenza dal servizio

 
entro 15 giorni
(+ max 90 giorni)

 90 giorni sono a disposizione dell'Ente previdenziale per disporre il pagamento.
In caso di ritardo liquida contestualmente gli interessi dovuti per legge.

 

RATEIZZAZIONE DELLA BUONUSCITA

Con l'introduzione della rateizzazione, i tempi indicati si riferiscono alla prima rata o alla rata unica.
Le altre rate sono distanziate di 12 mesi.

Cessazioni con requisiti posteriori al 31/12/2013 :
Prima rata fino ad euro             50.000
Seconda rata fino ad euro        100.000  
Terza rata                            la parte residua

Gli importi si intendono lordi, per cui viene poi sottratta l'imposta erariale.

 

Con sentenza del 17/5/19 la Corte Costituzionale ha respinto il ricorso di una docente ed ha confermato la legittimità della norma che impone l'attesa di 24 mesi per il pagamento della buonuscita.

 

 

 

RIFERIMENTI NORMATIVI

Viene corrisposta solo in caso di cessazione dal servizio, indipendentemente dal fatto di avere i requisiti per la pensione.
I tempi di attesa sono disciplinati dall’art. 3 del D.L. n. 79/97,  convertito con modifiche nella legge n. 140/97.

1.  ... omissis ...

2. Alla liquidazione dei trattamenti di fine servizio, comunque denominati, per i dipendenti di cui al comma 1, loro superstiti o aventi causa, che ne hanno titolo, l'ente erogatore provvede decorsi sei mesi dalla cessazione del rapporto di lavoro.
Alla corresponsione agli aventi diritto l'ente provvede entro i successivi tre mesi, decorsi i quali sono dovuti gli interessi.

3. ... omissis ...

4. ... omissis ...

5. Le disposizioni di cui al presente articolo non trovano applicazione nei casi di cessazione dal servizio per raggiungimento dei limiti di età o di servizio previsti dagli ordinamenti di appartenenza, per collocamento a riposo d'ufficio a causa del raggiungimento dell'anzianità massima di servizio prevista dalle norme di legge o di regolamento applicabili nell'amministrazione, per inabilità derivante o meno da causa di servizio, nonché per decesso del dipendente. Nei predetti casi l'amministrazione competente è tenuta a trasmettere, entro 15 giorni dalla cessazione dal servizio, la necessaria documentazione all'ente previdenziale che dovrà corrispondere il trattamento di fine servizio nei tre mesi successivi alla ricezione della documentazione medesima, decorsi i quali sono dovuti gli interessi.

6. ... omissis ...

Questa normativa si applica:
- ai pubblici dipendenti che hanno maturato i requisiti entro il 12/8/2011
- al personale della scuola che ha maturato i requisiti entro il 31/12/2011

 

PERSONALE SCUOLA: COSA CAMBIA DAL 1/1/2012

Il comma 22  dell'art. 1 del decreto legge 138/11 ha così modificato i commi 2 e 5 dell'art. 3 del decreto 79/97:

2. Alla liquidazione dei trattamenti di fine servizio, comunque denominati, per i dipendenti di cui al comma 1, loro superstiti o aventi causa, che ne hanno titolo, l'ente erogatore provvede decorsi ventiquattro mesi dalla cessazione del rapporto di lavoroe, nei casi di cessazione dal servizio per raggiungimento dei limiti di età o di servizio previsti dagli ordinamenti di appartenenza, per collocamento a riposo d'ufficio a causa del raggiungimento dell'anzianità massima di servizio prevista dalle norme di legge o di regolamento applicabili nell'amministrazione, decorsi sei mesi dalla cessazione del rapporto di lavoro.
Alla corresponsione agli aventi diritto l'ente provvede entro i successivi tre mesi, decorsi i quali sono dovuti gli interessi.

5. Le disposizioni di cui al presente articolo non trovano applicazione nei casi di cessazione dal servizio per inabilità derivante o meno da causa di servizio, nonché per decesso del dipendente. Nei predetti casi l'amministrazione competente è tenuta a trasmettere, entro 15 giorni dalla cessazione dal servizio, la necessaria documentazione all'ente previdenziale che dovrà corrispondere il trattamento di fine servizio nei tre mesi successivi alla ricezione della documentazione medesima, decorsi i quali sono dovuti gli interessi.

 

14/3/12

Ma questa norma è stata modificata prima ancora che entrasse in vigore per gli effetti della legge 214/11 (manovra Monti e riforma Fornero). Con questa riforma viene meno il concetto di "limite di servizio" in quanto con l'introduzione del calcolo contributivo non sono posti limiti al servizio valutabile.
Pertanto al comma 2 sono soppresse le parole "o di servizio"  che pertanto la frase diventa:
... per raggiungimento dei limiti di età previsti dagli ordinamenti ...

L'INPDAP lo chiarisce al punto 16 della circolare n. 37 del 14/3/2012:
Dal 1° gennaio 2012, venendo meno sia la possibilità di conseguire il diritto a pensione con 40 anni di anzianità contributiva a prescindere dall’età per chi non ha già maturato tale requisito al 31.12.2011, sia la nozione di anzianità contributiva massima (40 anni di contribuzione ovvero un minor numero di anni con riferimento ad alcuni regimi speciali), tipica del sistema di calcolo retributivo, alle cessazioni con 40 anni di anzianità contributiva non potrà più essere applicato il termine di 6 mesi (o quello di 105 giorni previsto dalle deroghe del D.L. 138/2011 – si veda infra) per il pagamento delle prestazioni di fine servizio.
Pertanto, per il personale interessato dalle nuove regole di accesso e calcolo della pensione e che cessa dal servizio senza aver raggiunto i limiti di età previsti dal proprio ordinamento di appartenenza, i trattamenti di fine servizio e fine rapporto non possono essere messi in pagamento prima di 24 mesi dall’interruzione del rapporto di lavoro.  

 

15/5/2012

Cessazione d'ufficio - Ancora l'INPDAP, col messaggio n. 8381 del 15/5/2012 precisa al paragrafo 3.2 che nei casi di pensione anticipata per anzianità di anni 41 + xmesi (donne) oppure 42 + xmesi (uomini), con cessazione d'ufficio imposta dall'amministrazione ai sensi dell'art. 72 del DL 112/08, la buonuscita è erogata dopo 6 mesi (dal 1/1/2014 dopo 12 mesi).
In questi casi la cessazione viene considerata "per limiti di servizio".


27/12/2013

La legge n. 147 del 27 dicembre 2013 ai commi 484 e 485 dell'art. 1 ha modificato la rateizzazione e i tempi d'attesa in caso di pensione di vecchiaia passati da 6 a 12 mesi per le cessazioni dal 1/1/2014 oppure con requisiti maturati dopo il 31/12/2013.

484. Con effetto dal 1º gennaio 2014 e con riferimento ai  soggetti che maturano i requisiti  per  il  pensionamento  a  decorrere  dalla predetta data:
a) all'articolo 12, comma 7, del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge  30  luglio  2010,  n. 122, le parole: «90.000 euro» sono sostituite dalle seguenti: «50.000 euro», le parole: «150.000  euro»  sono  sostituite  dalle  seguenti: «100.000 euro» e le  parole:  «60.000  euro»  sono  sostituite  dalle seguenti: «50.000 euro»;
b) all'articolo  3  del  decreto-legge  28  marzo  1997,  n.  79, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 maggio 1997, n. 140,  e successive modificazioni, al  comma  2,  primo  periodo,  le  parole: «decorsi sei mesi» sono sostituite dalle  seguenti:  «decorsi  dodici mesi».

485. Resta ferma  l'applicazione  della  disciplina  vigente  prima della data di entrata in vigore della presente legge per  i  soggetti che hanno maturato i relativi requisiti entro il 31 dicembre 2013.

 Guida alla lettura del cedolino che l'INPDAP invia al pensionato