CESSAZIONE DAL SERVIZIO
PER SUPERAMENTO DEL LIMITE DI MALATTIA CONCESSO

15/03/2016 

Assenza dal servizio per motivi di salute

E' disciplinata dall'art. 23 del CCNL del 4/8/95, come indicato dal MIUR con la circolare n. 69 del 2000 (vedi in calce nella normativa di riferimento).
Il dipendente ha diritto ad assentarsi per 18 mesi retribuiti nell'arco di un triennio ricevendo la retribuzione:
- al 100% per i primi 9 mesi
- al 90% per ulteriori  3 mesi
- al 50% per ulteriori 6 mesi

Dopo aver usufruito dei 18 mesi previsti, gli è data la facoltà di chiedere all'amministrazione di assentarsi dal  lavoro senza retribuzione, col solo riconoscimento della conservazione del posto di lavoro, per altri 18 mesi.
E' facoltà dell'amministrazione concederla.
Il periodo senza assegni chiesto e ottenuto dal dipendente non produce effetti sull'anzianità pensionistica, sulla buonuscita e sulla progressione di carriera.

 

Pertanto: 
- trascorsi i 18 mesi retribuiti nell'ultimo triennio, se il dipendente non chiede la conservazione del posto senza assegni, l'amministrazione mette in atto la procedura per la cessazione dal servizio per motivi di salute chiedendo all'autorità sanitaria di sottoporre il dipendente a visita collegiale.
- la stessa cosa si deve fare se il dipendente ha esaurito i 18 mesi non retribuiti e non riprende servizio: invio alla commissione medica.

Se la commissione medica certifica che il dipendente può riprendere servizio, non resta alcuna scelta e se non lo fa incorre nella decadenza senza diritto a pensione per motivi di salute e, naturalmente senza stipendio.
Fino a quando non maturerà i requisiti per la pensione di vecchiaia.

Se, come avviene normalmente, la commissione medica certifica che il dipendente non può riprendere il servizio, automaticamente scatta la cessazione per motivi di salute che dà diritto alla pensione in base all'anzianità di servizio maturata, purché non sia inferiore a 15 anni.

La cessazione dal servizio per motivi di salute comporta la corresponsione, da parte dell'amministrazione, dell'indennità di mancato preavviso.

 

NORMATIVA DI RIFERIMENTO

CCNL 94-97 del personale della scuola del 4/8/1995

Art. 23
Assenze per malattia

1. Il dipendente assente per malattia ha diritto alla conservazione del posto per un periodo di diciotto mesi. Ai fini della maturazione del p redetto periodo, si sommano, alle assenze dovute all'ultimo episodio morboso, le assenze per malattia verificatesi nel triennio precedente.

2. Superato il periodo previsto dal comma 1, al lavoratore che ne faccia richiesta può essere concess o di assentarsi per un ulteriore periodo di 18 mesi in casi particolarmente gravi.

3. Prima di concedere l'ulteriore periodo di assenza di cui al comma 2 l'amministrazione procede su richiesta del dipendente all'accertamento delle sue condizioni di sa lute, per il tramite della unità sanitaria locale competente ai sensi delle vigenti disposizioni, al fine di stabilire la sussistenza di eventuali cause di assoluta e permanente inidoneità fisica a svolgere qualsiasi proficuo lavoro.

4. Superati i periodi di conservazione del posto previsti dai commi 1 e 2, oppure nel caso che, a seguito dell'accertamento disposto ai sensi del comma 3, il dipendente sia dichiarato permanentemente inidoneo a svolgere qualsiasi proficuo lavoro, l'amminis trazione può procedere, salvo particolari esigenze, alla risoluzione del rapporto corrispondendo al dipendente l'indennità sostitutiva del preavviso.

5. Il personale dichiarato inidoneo alla sua funzione per motivi di salute può a domanda essere c ollocato fuori ruolo e/o utilizzato in altri compiti tenuto conto della sua preparazione culturale e professionale. Tale utilizzazione è disposta dal Ministero della pubblica istruzione sulla base di criteri definiti in sede di con trattazione decentrata nazionale. Il personale ATA dichiarato inidoneo a svolgere le mansioni previste dal profilo di appartenenza viene utilizzato dall'amministrazione scolastica in mansioni parziali del profilo di appartenenza o in altro profilo , comunque coerenti.

6. I periodi di assenza per malattia, salvo quelli previsti dal comma 2 del presente articolo, non interrompono la maturazione dell'anzianità di servizio a tutti gli effetti.

7. Sono fatte salve le vigenti disposizio ni di legge a tutela degli affetti da TBC, nonché da quanto previsto dalla legge 26 giugno 1990, n. 162 e dal D.P.R. 9 ottobre 1990, n. 309. Le modalità applicative saranno regolamentate dal successivo accordo di cui all'art. 79.

8. Il trattamento economico spettante al dipendente, nel caso di assenza per malattia, è il seguente:
a) intera retribuzione fissa mensile, con esclusione di ogni compenso accessorio, comunque denominato, per i primi nove mesi di assenza. Nell'ambito di tale period o per le malattie superiori a 15 gg lavorativi o in caso di ricovero ospedaliero e per il successivo periodo di convalescenza post ricovero, al dipendente compete anche l'eventuale trattamento economico accessorio a carattere fisso e c ontinuativo, come determinato ai sensi dell' art. 63, comma 1, lett. e), f).
b) 90% della retribuzione di cui alla lett. a) per i successivi 3 mesi di assenza;
c) 50% della retribuzione di cui alla lett. a) per gli ulteriori 6 mesi del periodo di co nservazione del posto previsto nel comma 1.

9. L'assenza per malattia, salva l'ipotesi di comprovato impedimento, deve essere comunicata all' istituto scolastico in cui il dipendente presta servizio, o, dai direttori didattici e dai presidi, a l Provveditorato agli studi, tempestivamente e comunque non oltre l'inizio dell'orario di lavoro del giorno in cui essa si verifica, anche nel caso di eventuale prosecuzione di tale assenza.

10. Il dipendente, salvo comprovato impedimento, è te nuto a recapitare o spedire a mezzo raccomandata con avviso di ricevimento il certificato medico di giustificazione dell'assenza con indicazione della sola prognosi entro i due giorni successivi all'inizio della malattia o alla eventu ale prosecuzione della stessa. Qualora tale termine scada in giorno festivo esso è prorogato al primo giorno lavorativo successivo.

11. L'istituzione scolastica o l'amministrazione di appartenenza dispone il controllo della malattia a i sensi delle vigenti disposizioni di legge fin dal primo giorno di assenza, attraverso la competente Unità Sanitaria Locale.

12. Il dipendente, che durante l'assenza, per particolari motivi, dimori in luogo diverso da quello di residenza o del domicilio dichiarato all'amministrazione deve darne preventiva comunicazione, precisando l'indirizzo dove può essere reperito.

13. Il dipendente assente per malattia, pur in presenza di espressa autorizzazione del medico curante ad uscire, è tenuto a farsi trovare nel domicilio comunicato all'amministrazione, in ciascun giorno, anche se domenicale o festivo, dalle ore 10 alle ore 12 e dalle ore 17 alle ore 19.

14. La permanenza del dipendente nel proprio domicilio durante le fasce orarie come sopra definite può essere verificata nell'ambito e nei limiti delle vigenti disposizioni di legge.

15. Qualora il dipendente debba allontanarsi, durante le fasce di reperibilità, dall'indirizzo comunicato, per visite mediche, p restazioni o accertamenti specialistici o per altri giustificati motivi, che devono essere, a richiesta, documentati, è tenuto a darne preventiva comunicazione all'amministrazione con l'indicazione della diversa fascia oraria di reperibilità da oss ervare.

16. Nel caso in cui l'infermità sia causata da colpa di un terzo, il risarcimento del danno da mancato guadagno effettivamente liquidato da parte del terzo responsabile qualora comprensivo anche della normale retribuzione è versato dal dip endente all'amministrazione fino a concorrenza di quanto dalla stessa erogato durante il periodo di assenza ai sensi del comma 10, lettere a), b) e c), compresi gli oneri riflessi inerenti. La presente disposizione non pregiudica l'eser cizio, da parte dell'azienda o ente, di eventuali azioni dirette nei confronti del terzo responsabile.

17. Le disposizioni contenute nel presente articolo si applicano alle assenze per malattia iniziate successivamente alla data di stipulazio ne del contratto, dalla quale decorre il triennio previsto dal comma 1. Alle assenze per malattia in corso alla predetta data si applica la normativa vigente al momento dell'insorgenza della malattia per quanto attiene alle modalità di retribuzione, fatto salvo il diritto alla conservazione del posto ove più favorevole.

 

Circolare Ministeriale 13 marzo 2000, n. 69

Oggetto: Cessazione dal servizio per superamento del periodo massimo di assenza per motivi di salute. Effetti sul trattamento di quiescenza

In relazione ai numerosi quesiti pervenuti in merito alla problematica inerente gli effetti sul trattamento di quiescenza della cessazione dal servizio per superamento del limite massimo di assenza per motivi di salute, questa Direzione ritiene opportuno precisare quanto segue.

La materia delle assenze per malattia è regolata allo stato attuale dall'art.23 del C.C.N.L sottoscritto il 4 agosto 1995.
Il primo comma prevede la conservazione del posto per il dipendente assente per malattia fino a diciotto mesi nell'arco temporale di un triennio.
Per situazioni particolarmente gravi, qualora sia stato superato il suddetto periodo dei diciotto mesi, all'interessato, in base al secondo comma, può essere concesso, previa presentazione di specifica richiesta, un ulteriore periodo di diciotto mesi.
I Provveditorati agli Studi, allo stato attuale, e le Istituzioni Scolastiche, per effetto del D.P.R. dell' 8 marzo 1999, n. 275, dal 1° settembre 2000, nel caso in cui il dipendente non si sia avvalso della facoltà disciplinata dal succitato secondo comma, devono attivare la procedura per l'accertamento tecnico della sussistenza dell'eventuale inidoneità allo svolgimento del servizio.
La formale richiesta di visita medica collegiale va rivolta all'Azienda Sanitaria Locale competente per territorio.
Il dipendente dichiarato inidoneo alla sua funzione può, alla luce del quinto comma dell'art.23 in esame, chiedere, con apposita istanza, il collocamento fuori ruolo e/o l'utilizzazione in altri compiti.

In assenza di questa richiesta, l'Amministrazione dispone la cessazione del rapporto di lavoro dell'interessato per inidoneità fisica, attribuendo, ove spettante, il trattamento di quiescenza.
Il diritto alla pensione è riconosciuto, in siffatta ipotesi, se è stata maturata l'anzianità minima contributiva di anni 15, in quanto l'art.1 - comma 32 - della legge 8 agosto 1995, n.335 ha stabilito che le previgenti disposizioni, in materia di requisiti di accesso alla pensione, continuano a spiegare i loro effetti anche nei casi di cessazioni dal servizio derivanti da invalidità.
Pertanto, per quanto riguarda il personale del comparto scuola, è applicabile l'art.27 della legge 29 aprile 1976, n.177, che ha sostituito l'art.42, primo comma, del D.P.R. 29 dicembre 1973, n.1092.
Si rammenta che l'importo della pensione di cui trattasi è calcolato sulla base dell'anzianità contributiva conseguita e che non è soggetto ad alcuna riduzione.
Le suindicate istruzioni potranno essere tenute presenti per i casi pregressi non ancora definiti.

Restano ferme le disposizioni di cui all'art.2 - comma 12 - della legge 8 agosto 1995, n.335 e del decreto interministeriale n. 187 dell'8 maggio 1997 di applicazione di detto comma 12 nei casi in cui la cessazione dal servizio sia dovuta ad infermità non dipendenti da causa di servizio per le quali gli interessati si trovano nell'assoluta e permanente impossibilità di svolgere qualsiasi attività lavorativa.

Il contenuto della presente nota è conforme agli avvisi espressi sull'argomento dal Ministero del Tesoro - .R.G.S - I.G.O.P..

Il Direttore Generale Michele Paradisi